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La moto ideale

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Ecco come dovrebbe essere!


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Come dovrebbe essere la moto ideale? O più precisamente: che caratteristiche dovrebbe presentare per soddisfare il motociclista medio? Dalla ricerca effettuata tra gli utenti TerreMotor, la moto ideale si rivela essere un mezzo atto a soddisfare pienamente l’obiettivo per cui è nata, cioè la sua guida. Non a caso per il 28,1% dei partecipanti al sondaggio, la caratteristica più importate del mezzo dei propri sogni è quello di avere una fenomenale ciclistica, intesa nella più ampia accezione del termine. Ciò significa avere a disposizione una moto che faccia della guidabilità, della stabilità e della sicurezza il suo miglior pregio. Una macchina che permetta al pilota di godere appieno dei sinuosi passi montani nelle uscite domenicali come delle triettorie a fil di corda nelle impegnative giornate pistaiole.

E così si conferma nuovamente l’idea che la passione del motociclista non può prescindere dal godimento diretto della guida, dal vivere il motociclismo a cavallo della sella e con il casco in testa piuttosto che dal limitarsi ad una platonica ammirazione delle moderne meraviglie meccaniche e stilistiche o alle onanistiche pratiche visive durante le telecronache dei gran premi. A supporto di questa tesi arrivano anche i voti di coloro che vorrebbero sentire tra le propie gambe un motore pronto e grintoso, incastonato in un mezzo sfruttabile in ogni occasione (25% dei voti per entrambe le caratteristiche), qualità che sicuramente possono essere ricondotte al bisogno di utilizzare una moto su strada piuttosto che ad una voglia di semplice possesso.

Dal sondaggio emerge oltretutto un motociclismo estremamente passionale e dal carattere spiccatamente egoistico (solo il 3,1% vorrebbe la moto comoda per due persone) e che al cuore non si comanda - in fatto di denaro - visto che solamente il 3,1% si è preoccupato dei consumi di carburante ed il 9,4% del mantenimento di un decente valore nel tempo di quanto faticosamente acquistato. Non è nemmeno fondamentale cucirsi su misura la propria cavalcatura (il 6,3% la vorrebbe personalizzabile al centopercento) se la stessa presentasse già i fondamentali requisiti elencati precedentemente.

Insomma, abbandonate momentaneamente le preoccupazioni pecuniarie e l’eccessiva volontà di personalizzazione, la moto ideale è quel mezzo che riesce ad offrire al motociclista una forte sensazione di libertà accompagnata dalle emozioni tipiche dell’essere padroni del proprio destino, anche se si sta parlando semplicemente di strade montane, di curve raccordate e di impegnativi tornanti.

Ed ora non vi resta che trovarla!
 

Terremotor smentisce l’EICMA

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I gusti son gusti


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Chi si attendeva che la grande novità Ducati confermasse il proprio appeal anche tra la nostra community rimarrà deluso. La StreetFighter di Borgo Panigale rimane addidittura ai piedi del podio delle preferenze delle super naked made in Italy. La moto più votata al salone di Milano non è riuscita a scalzare dall’immaginario “dagliene” degli utenti, tre modelli di altrettante case motociclistiche che da anni, anche se con varie rivisitazioni progettuali, percorrono le nostre strade ed affascinano milioni di motociclisti in tutto il mondo.

Al terzo posto di questo podio virtuale, troviamo infatti una moto che non ha bisogno di alcuna presentazione: l’Aprilia Tuono. Il pompone della casa di Noale convince ancora molti appassionati, forte del suo motore grintoso e di una ciclistica raffinata, senza contare il fascino che può emanare un marchio che da anni domina le corse nelle classi 125cc e 250cc. Con una potenza di 102 kW (139 cavalli) all’albero e una coppia massima che sfiora gli 11 kgm a soli 8.500 giri, Aprilia Tuono (nella versione R Factory) ribadisce la sua leadership prestazionale tra le naked bicilindriche.

Medaglia d’argento per l’intramontabile MV Agusta Brutale, un modello che affascina ancora tantissime persone in tutto il mondo, nonostante (o forse grazie al fatto che) la sua linea sia rimasta pressochè identica dalla sua nascita ad oggi. Un gioiello su due ruote molto amato anche dai divi di Hollywood, tanto che la casa madre ha dovuto produrre alcuni esemplari su specifica richiesta degli attori (famoso quello richiesto da Angelina Jolie tutto d’orato). Il 4 cilindri Varesino è anche garanzia di ottime prestazioni ed è accompagnato da una ciclistica tutta da scoprire e godere.

Il primo posto di questa classifica è anche una sorpresa: Benelli Cafè Racer. La tricilindrica italiana ha una linea spigolosa e futuristica, una vera e propria special portata su strada, inconfondibile nel suo aspetto quanto unica nella sua motorizzazione per la produzione italica. Acquistarla equivale al non passare inosservati. Ma oltre il suo stile unico, questa moto è forte di soluzioni tecniche molto interessanti e di un motore corposo che spinge forte, qualità che soddisfano anche il lato smanettone del motociclista appassionato. Complimenti alla Benelli!

Fuori dal podio troviamo la Ducati Street Fighter e la Bimota Delirio. La prima può conosolarsi con il titolo di più bella dell’EICMA 2008 ed essendo uscita da pochi giorni avrà modo di stupire gli appassionati nel prossimo futuro. La Bimota, nonostante la motorizzazione Ducati da 1078cc ed una dotazione tecnica da fare invidia ai professionisti, si trova in coda a questo gruppo di fantastiche (inutile nasconderlo) sorelle maggiorate. Visto che la sconfitta avviene a causa di modelli di case quali Benelli, MV Agusta, Aprilia e Ducati possiamo sicuramente affermare che: l’onore è salvo!
 

Vita da motociclista

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Finalmente è arrivato il fine settimana. E’ sabato pomeriggio, verso sera, il momento giusto per fare una giratina in centro a trovare gli amici di sempre. Ti siedi al tavolino del bar rigorosamente all’aperto, nonostante fuori ci siano si e no zero gradi ed inizi le solite conversazioni futili che ti fanno dimenticare una settimana di fatica lavorativa, godendo inebriato delle incredibili cazzate che riesci a sentire ed a dire. Mentre i viaggi d’acqua si fanno sempre più consistenti, un rombo incredibile squarcia l’idilliaca sensazione di mancanza assoluta di cervello.

“Tuona?!?” è l’immediato pensiero, ma il fatto che in cielo non ci sia una nuvola da mesi e che il rombo sale di intensità ti illumina: “il terremoto!”. Afferri il cervello lasciato fino a quel momento sotto il tavolino e realizzi che si tratta degli scarichi aperti di una moto supertuninghizzata, lucida come l’argenteria di mamma che si sta avvicinando.

Eccola. Sembra appena uscita dal concessionario, nonostante le evidenti modifiche agli scarichi, ai freni, la sostituzione delle pedaline e la livrea copiata pari pari dalla MotoGp. Sopra riconosci immediatamente lui: “il classico fighetto da bar”, accompagnato dalla strafigliuola di turno, in rigorosa minigonna e tacco vertiginoso. Lui fa lo splendido, con quel giubbottino motociclista style (ma firmato), gli stivali da guerriero e gli occhiali molto ChiPs, anche se ormai è buio da un pezzo.

Ammiri le evoluzioni di lei per scendere dallo striminzito sellino senza farsi fare una visista ginecologica da tutti gli astanti, come odi l’atteggiarsi di lui che sembra appena arrivato ai box dopo aver vinto la gara dell’anno al Mugello. Veramente odioso. Come vero motociclista lurido e puzzolente che affronta i pericoli delle strade domenicali, ti senti offeso da tale tracotanza. Che vergogna per la categoria. Quanto ben di dio sprecato (pensando alla moto e non alla strafigliuola).

Ritorni alle discussioni con gli amici, calcondo il tono e osteggiando apertamente personaggi come lui: quelli portati dalla piena, i figli degli anni in cui Rossi e le sue vittorie hanno portato per strada migliaia di motociclisti della domenica, buoni solo a pavoneggiarsi ed a viaggiare giusto dal garage di casa al centro città. Ti spingi a dire, ormai in preda al delirio, che sicuramente sarà finocchio e la strafigliuola non sarà altro che uno splendido accessiorio al pari di cupolini, portatarga e specchietti carbon look.

Ti alzi ed amareggiato torni a casa...

Finalmente un altro weekend. Gioioso hai finito di montare il nuovo scarico in titanio sulla tua moto “dimenticando” il db killer perché la marmitta deve respirare. Ti cambi per farti il tuo solito giro in centro. Arriva la tua signora, con quel vestitino corto nero che gli hai regalato poco giorni prima. Sarà l’atmosfera, sarà il rilassamento del fine settimana, sarà la marmitta nuova, ma lei ti sembra splendida. Si avvicina e ti sussurra “ Dai, mi metto il casco ed andiamo in centro con la moto, così non fatichiamo a trovare il posto per l’auto”. Non aspettavi altro. Parti.

Arrivi al semaforo prima del bar. E’ rosso. Sgasi un po’ per sentire il suono pieno dello scarico stappato. Guardi nello specchietto lei per vedere se ha delle reazioni a tali roboanti smanettate, e gli accarezzi la coscia coperta dal velato collant. Sposti lo sguardo sullo stivale in pelle di cui sei tanto fiero e poi succede qualcosa...

Inizi a pensare...

L’idea si fa spazio nel tuo cervello....

E’ terribile...

“Sono un classico fighetto da bar!” Nooooooooo.....

 

Italians do it better

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Viva la Maggiorata Italiana
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Senza falsa modestia, possiamo asserire che il design italiano continua ad essere uno dei migliori al mondo. A supporto di questa affermazione arriva anche il risultato della ricerca affettuta tra i TerreMoters sulle moto “maggiorate” italiane, cioè i modelli supersportivi al top di gamma delle varie produzioni made in Italy. Ecco schierate le meraviglie a due ruote con stampigliato sul serbatoio il blasone degli storici marchi: Aprilia, Benelli, Bimota, Ducati ed MV Augusta. Quale la moto più bella? Tutte. Il risultato finale del sondaggio assomiglia proprio ad un generale parimerito, visti i minimi scarti di gradimento tra i vari modelli.


Ed infatti il gradino più alto del podio è subito condiviso da due moto da sogno: la famosa bicilindrica Ducati 1098 e la nuovissima Aprilia RSV4 con l’inedito quattro cilindri. La prima costituisce il presente in SBK, con la vittoria del mondiale 2008 alla portata di Troy Bailyss, mentre la seconda, con l’ingaggio di Max Biaggi per il 2009, potrebbe rappresentare il futuro di questa categoria. Se per la rossa di Borgo Panigale l’alto gradimento era atteso, non altrettanto si poteva pensare per la nuovissima creatura di Noale che si ritrova così vincitrice sulla fiducia.

Al secondo posto troviamo una moto che con la Ducati ha molto in comune: la Bimota DB7. La casa Riminese sfrutta il motore del 1098 per spingere una carenata da soli 170 kg. con soluzioni tecniche all’avanguardia ed un design particolare, ma affascinante. Una vera rivelazione per questo sondaggio.
Al terzo posto abbiamo un altro exequo fra due quadricilindriche che non hanno bisogno di presentazioni. La MV Augusta F4 ormai è un classico delle sportive italiane, realizzata in varie versioni, tutte seducenti, basate sul solido e duraturo progetto originale. Un vero best seller. Non meno desiderata l’altro modello che condivide il gradino basso del podio, cioè la specialissima Ducati Desmosedici, una vera MotoGp completa di frecce, specchietti e targa, libera di girare sulle strade di tutti i giorni.

Ultima in classifica la tricilindrica Benelli Tornado Tre, l’unica ad aver sofferto un certo distacco in termini di preferenze. La supersortiva della casa Pesarese soffre di una marginale visibilità nei media del settore ed anche una minore diffusione nel mercato rispetto alle concorrenti. Rimane però un prodotto grintoso e pieno di personalità che ha conquistato una nicchia motivata di appassionati. Il futuro, con l’acquisizione da parte di Qian Jiang, potrebbe portare gradevoli sorprese.

In un mercato numericamente dominato da moto di origine Giapponese, fa piacere notare che il made in Italy suscita ancora particolari emozioni in noi bikers italiani. Peccato che tutte queste splendide moto soffrano di un grande difetto per il motociclista medio: il prezzo!
Ma i sogni e le passioni, si sa, non si misurano in euro.

 

Fine dei giochi

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rossistonerpedrosa
 
Con il capellone di Simoncelli sul podio della 250 e con il modiale della classe regina chiuso già da qualche gara , si conclude anche per quest’anno il circus del motomondiale. Un 2008 che ha regalato immense soddisfazioni a noi italiani, come piloti, come team...siamo ancora all’apice degli sport motoristici, pazienza dedizione e coraggio encomiabili, segno che c’è tanto di buono nel nostro bello stivale.
Un mondiale amato, odiato, venerato, criticato..che si chiude assieme con l’ennesima rivoluzione...l’inizio dell’era del monogomma. Che piaccia o meno, si è scelto di “omologare” i campionicini su due ruote, sperando – dicono- in un prossimo mondiale piu combattuto...più “show” che tenga incollati agli schermi quante più persone possibile. Prescindendo dall’utiltà di questa scelta, sono rimasto deluso, come credo una buona parte degli amanti del motociclismo.
Nella mia visione idilliaca del mondo mi auguravo di veder tornare le belle virgole nere sull’asfalto, sacrificando in nome dello spettacolo gli aiuti elettronici sulle moto da gara, ma non è così che va il mondo.
Le motivazioni di queste scelte sono in buona parte legate a rientri economici delle case, marketing, che impone una corsa ai cavalli non ancora finita, che chissà quando si fermerà...ed è ovvio che 250cv su una moto di 160chili non li controlli certo solo dosando il gas..
A bocce ferme sono ancora tante le riflessioni che passano...rivedo gare noiosissime di motogp, inutile negare le dormite sul divano in perfetto  stile F1...ma sento ancora le grida per quei sorpassi, le mille sportellate in 250 che ormai fanno poca notizia per quante sono, e poi quei lampi adrenalinici in motogp, il rampino ai danni di Stoner, che rimarcano la micidiale carica che uno sport di questo tipo riesce a trasmettere, la capacità di esaltare le abilità (e il fattore C, diciamolo) di queste animelle sedute su bombardoni anabolizzati. Roba che rimane nella storia, che non si cancella. Quindi tutto sommato un bel mondiale, con i suoi gossip, le sfuriate tra piloti, le polemiche dei media..e i grandi delusi.

Appena finita l’ultima gara, già si riparte, pronti per il 2009, via con le prove delle nuove gomme, con le rivoluzioni dei team, via con la ricerca di nuove alchimie tra moto e piloti, il ritorno di grandi nomi in sella a una motogp, la speranza di vedere gente nuova subito a combattere per il podio.

Spero anche di continuare le mia dormite sul divano...ma sempre e solo davanti alle gare di F1...
 


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