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Marquez Campione del Mondo MotoGP

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Marquez

Complimenti al sei volte Campione del Mondo Marc Marquez, dominatore assoluto della MotoGP negli ultimi anni. Dopo un inizio campionato non proprio brillante, la sua rimonta è stata continua ed inarrestabile, tanto che dopo le prime otto gare è diventato chiaro a tutti che il favorito era per un altro anno ancora lui. Solo un meraviglioso Andrea Dovizioso è riuscito ad impensierire il campione spagnolo, costretto ad esultare solo all'ultima gara di stagione.

Un vero e cristallino talento del motociclismo, capace di gestire l'anteriore della sua moto come nessuno è mai riuscito a fare. MM93 ed Honda si sono rivelati in questi anni un duetto perfetto, una simbiosi uomo macchina difficile da trovare nella storia delle due ruote. Gli angoli di piega contrari alle leggi della fisica, i recuperi fantascientifici nelle scivolate, le staccate oltre ogni limite dei freni sono il bagaglio tecnico di questo pilota straordinario.

Ancora complimenti a Marc per questa incredibile cavalcata di affermazioni nel mondo delle moto.

 

Morbidelli Campione del Mondo!

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Franco Morbidelli

Complimenti al Campione del Mondo della Moto 2, Franco Morbidelli! Erano veramente tanti anni che un italiano non si aggiudicava l'iride in un campionato mondiale. Il "Morbido", dopo un anno da protagonista con ben otto vittorie all'attivo, si è aggiudicato con grande merito il mondiale e con una gara di anticipo. Tantissimi complimenti a lui ed al suo team, capaci di regolare un lotto di potenziali concorrenti forti ed agguerriti.

Speriamo che il motociclismo italiano riparta da qui, proponendo nel futuro campioni di altissimo livello come tradizione italiana meriterebbe.

Dagliene Franky!!!

 

Jonathan Rea Campione del Mondo 2017

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foto da http://www.jonathan-rea.com

Con Gara 1 corsa e vinta sabato scorso, Jonathan Rea ha conquistato il titolo mondiale SBK 2017. Un dominio incontrastato iniziato dal 2015, l'anno in cui ha inserito in bacheca il primo dei suoi tre titoli consecutivi. Gli anni corsi con la vetusta Honda CBR sembrano lontani anni luce. Che avesse il manico si era visto immediatamente, nonostante fosse abbonato alle scivolate, ma che trovasse una perfetta simbiosi con la verde Kawasaki e riuscisse a dominare in modo così netto un campionato (fino al suo avvento) sempre molto combattuto come quello della Superbike, nessuno lo credeva possibile.

Il famoso Giònni Riiia (dalle telecronache La7) si è trasformato nel più concreto e freddo Jonathan Rea, pilota capace di vincere una gara dietro l'altra, limitando al minimo i danni nelle (rare) occasioni in cui gli altri contendenti sono riusciti a trovare le giuste combinazioni di fattori per stargli davanti. Complimenti anche alla Kawasaki, capace di concentrare i propri sforzi nel mondiale delle derivate di serie tanto da aver messo in pista una superbike capace di surclassare la concorrenza delle moto europee e delle altre giapponesi.

Complimenti ancora al duo vincente.

 

L'ABC del Dagliene! Guida introduttiva alla guida sportiva

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Posto una guida che vuole essere un punto di partenza (da sviluppare ed integrare tutti insieme sul forum)

Un vade mecum per novello motociclista?? Si, ma non solo.

Bendo Dagliene

Regole generali

Tutte le volte che ci infiliamo il casco sarà bene sapere che nonostante le numerose protezioni che indossiamo non siamo invulnerabili né davvero tutelati in caso di brutto botto, la moto è un oggetto molto pericoloso e in quanto tale va rispettata e usata con grande attenzione quindi dimenticatevi di pensare ad altro che non sia guidarla e prestare attenzione agli altri utenti della strada, automobilisti e non.
In tema di protezioni ci si potrebbe dilungare parecchio, personalmente non rinuncio MAI a casco INTEGRALE con visiera fotocromatica/iridium/scura in modo da avere sempre il massimo della visibilità, guanti tecnici con protezione su nocche, dita e dorso, giubbotto e a seconda della stagione anche a stivali e paraschiena anche in città.
Buona norma per la conduzione di qualsiasi mezzo a motore e per la moto in particolare è quello di avere sempre un occhio almeno 50 metri avanti, in modo da essere pronto ad ogni evenienza e avere lo spazio di fermarsi
STATE NELLA VOSTRA CARREGGIATA e per nessun motivo violate questa regola, ne va della vostra sicurezza ma soprattutto di quella degli altri

In Sella

Posizione vigile, vale a dire non appoggiati sulla moto ma ben puntati in modo da controllare la moto e non subirla la presa sul manubrio deve essere decisa ma non ferrea, le leve si azionato con due dita, per il freno di certo, la frizione è diverso volendo anche tutta la mano, dipende dalla durezza della leva e dalla forza della persona.

Guida

La guida deve essere FLUIDA non a scatti, la moto deve scorrere non puntarsi, sconsiglio la pratica dei così detti "ripresoni" visto che vi potrebbero mettere in situazione di pericolo e la seguente frenata spiattella le gomme, così come la precedente accelerata, così salvaguarderete al contempo la pellaccia e il portafogli.

Linee

La scelta della linea è determinante per una buona percorrenza partiamo dalla linea ideale: data una curva la linea ideale consiste nello spostarsi il più possibile dalla parte opposta alla curva (se la curva è a sinistra vi spostate tutti a destra) inserire la moto al momento più opportuno, valuterete voi quando anche in funzione del disegno della curva, raggiungere il massimo angolo di piega ALLA CORDA (in genere è il centro della curva) e poi rialzare e uscire il più esterno possibile, la regola aurea è quella di rimanere sempre nella propria carreggiata.
Su strada la linea ideale viene percorsa SOLO su curve in cui abbiate abbastanza visibilità perché in moltissimi, automobilisti e non, si sono messi a tagliare le curve e quindi è bene vedere se c'è qualcuno dalla tua parte, in tutti gli altri casi la linea a mio modo di vedere più sicura ed efficiente è quella spezzata, vale a dire ritardare l'inserimento, piegare di più e toccare lontano dalla corda e passare vicino al bordo interno della strada dopo la corda in modo da tenere la linea di uscita molto più interna.
Per fare pratica con le linee consiglio di scegliere un tratto di strada non troppo lungo e che presenti vari tipologie di curva (tornante, esse, veloce, a raggio costante, che allarga, che stringe, su uno scollinamento) e aumentare progressivamente la velocità di percorrenza.

Frenata

La frenata come già detto deve essere fatta con due dita, scoprirete da voi com'è la vostra guida e quanto prima della curva ?staccare? questa è una manovra piuttosto facile e indolore basta tenere a mente che PRIMA SI FRENA e POI SI SCALA, se farete altrimenti rischiate di bloccare la ruota posteriore o innescare saltellamenti difficilmente controllabili senza esperienza, quindi chiudete il gas, tirate la leva e scalate con la DOPPIETTA (ne parleremo più avanti). Altrettanto importante è armonizzare la pressione sulla leva del freno anteriore (che deve essere preponderante) con quella sulla leva del posteriore (che deve essere di controllo); la vera azione frenante è prodotta l'anteriore, il posteriore aggiunge solo un po' di forza ma soprattutto serve a garantire il perfetto allineamento delle ruote.
Attenzione a non premere troppo sul freno posteriore in quanto potreste bloccare la ruota, cosa che oltre che pericolosa e costosa (le gomme costano) fa anche male al motore in quanto blocca il suo funzionamento
Nelle staccate al limite dovrete alzare il busto il più possibile in modo da fare anche freno aerodinamico e spingere con i piedi sulle pedane in modo che il posteriore non si scolli da terra. Raggiunta la velocità che avete scelto per affrontare la curva mollate i freni PRIMA dell'inserimento, su strada entrare pinzati è piuttosto pericoloso.

Inserimento

Le moto curvano quasi da sole se ben guidate, anche le più pesanti, figurarsi le nostre Hornelle.
Durante la frenata spostate il sedere e il corpo verso il senso della curva (a destra se la curva è destrorsa, il contrario altrimenti), per il sedere basta una natica fuori di sella il corpo va tenuto di conseguenza alla posizione del sedere.
Per inserirla a questo punto vi basterà una LEGGERA PRESSIONE SULLA PARTE DEL MANUBRIO INTERNA ALLA CURVA (se la curva è a destra spingete la parte destra del manubrio) e la moto si inserirà nella curva, riportate il manubrio in posizione centrale per fermare la fase discesa della moto e sarete belli e in piega, l'angolo di piega deve essere diretta dipendenza della velocità di percorrenza, quindi se entrate ai 30 all'ora in un tornante non pretendete di toccare col ginocchio.
L?operazione di pressione funziona sia col corpo fuori che non, sul corpo ritorneremo, tuttavia se state cominciando a guidare ora è buona cosa abituarsi a guidare di corpo, alla guida in sella è facile abituarsi anche in un secondo momento, non è vero il contrario.
La pressione che esercitate sul manubrio va esercitata anche sulle pedane, sempre con la stessa discriminante (curva a destra, pedana destra), la differenza è che ne potete anche far a meno, consiglio di cominciare a usare le pedane solo in un secondo momento visto che la sincronia è fondamentale.
Se vi accorgete di essere troppo poco piegati vi basterà una nuova pressione per aumentare l'angolo di piega
Quando parlo di pressioni leggere intendo DAVVERO LEGGERE, se premerete troppo forte la moto si inclinerà di pacca dandovi la sensazione di cadere così che facilmente vi farete prendere dal panico e cadrete quindi andate per gradi e trovate coi tentativi quanta forza dovete applicare.

Mattia Dagliene!

Percorrenza

Abbassate leggermente il corpo verso il serbatoio, la testa deve stare leggermente esterna e le braccia devono girare intorno alla sagoma del serbatoio, se avete i semimanubri il serbatoio deve essere cinto dal braccio esterno
In questo momento i vostri piedi dovranno essere, l'esterno normalmente appoggiato alla pedana, mentre il sinistro appoggiato con la punta sull'angolo della pedana (la punta deve stare tra alluce e primo dito del piede), il tallone leggermente largo e il ginocchio sporto all'esterno.

Uscita

Una LEGGERA PRESSIONE SULLA PARTE DEL MANUBRIO ESTERNA ALLA CURVA farà rialzare la moto quindi fare varie prove per vedere l?effetto che fa e anche qui calibrate ad hoc la forza da applicare, tenete presente che alla corda dovrete pelare il gas (vale a dire riaprirlo leggermente) e già in questo frangente la moto si rialzerà quindi se non state guidando al limite potete evitare di tirarla su di braccia e usare il gas per raddrizzarla mentre se state tirando quando riaprirete il gas dovrete tenerla giù, quindi leggera pressione sul semimanubrio interno poi a pelare il bordo strada/cordolo leggera pressione su quello esterno.
Mentre pelate il gas appiattite il corpo sul serbatoio in modo da caricare l'avantreno e limitare impennate e sottosterzo (tendenza ad allargare).
In questo momento avete la possibilità di decidere la direzione da far prendere la posteriore, una pressione sulla pedana interna farà allargare leggermente il posteriore togliendogli trazione e quindi chiudere la curva mentre la pressione sulla pedana esterna darà trazione e permetterà di prevenire eventuali derapate facendo allargare un po' la moto.
Occhio a spalancare il gas alla corda, anche per i più esperti, perché i cv ci sono tutti e le derapate non sono un miraggio, anzi... se sapete controllarle bene, se no evitate. Il fenomeno in se non è nulla di speciale, semplicemente sentirete il posteriore che scivola e allarga verso l'esterno, la cosa da fare è NON CHIUDERE IL GAS PER NESSUN MOTIVO o verrete lanciati piuttosto giocarci per ampliare o stringere (rispettivamente aprendolo o parzializzandolo) la derapata nel frattempo dovrete controsterzare leggermente col manubrio, come se la steste inserendo questo per garantire all'avantreno di seguire la linea giusta.
Le prime volte rimanete col corpo fuori fino a che non sarete dritti, col tempo imparerete a rimettervi in carena appena riaperto il gas.

I Piedi

Posizione di marcia: piedi ben premuti sulla pedana, il destro vicino al freno, non sul freno mentre il sinistro subito sotto la leva del cambio, in alternativa di fianco alla pedivella in modo da assumere una posizione spaperata ed essere pronti sia a scalare che a salire di marcia, io preferisco quest'ultima, in particolar modo nel traffico.
In inserimento il piede interno alla curva si sposterà con la punta sulla pedana all'ultimo, in modo da poter azionare i comandi a pedale in qualsiasi momento, il movimento dovrà essere veloce e deciso ma non sgarbato, vale a dire che non dovrà scomporre la moto mentre quello esterno se ne starà bello bello al suo posto, sconsiglio di mettere il piede in punta prima di spostare il corpo perché in questo modo fareste una pressione impari sulle pedane.
In uscita il piede interno dovrà tornare in posizione appena possibile, vale a dire appena ci sarà abbastanza spazio tra asfalto e pedana per essere pronti a passare di marcia e sfruttare l'allungo.

Doppietta

Non è altro che una piccola sgasata nel momento di folle in scalata, praticamente si da i giri al motore che farà subito dopo aver inserito la marcia inferiore, questa tecnica permette di scalare senza far saltellare e scodare la moto, anche al limite, di scalare in piega accentuata e di far affaticare meno la meccanica.

Posizione e uso del corpo

Il corpo deve aiutare la guida che state facendo NON ostacolarla, quindi va sempre spostato all'interno della curva che state facendo (curva a sinistra, corpo a sinistra), evitate come la peste di fare la curva col corpo dalla parte opposta, la moto si scompone e prende sotto e se non siete esperti rischiate di fare la fine della nutella.
Lo spostamento del corpo serve ad abbassare il baricentro e pertanto vi permetterà di avere la moto più dritta, cosa molto utile in particolare in condizioni di scarso grip (pioggia e strada sporca ad esempio), non spostate troppo il sedere fuori sella sia perché togliete troppa trazione al posteriore, sia perché lo spostamento da fare alla curva successiva vi farà spendere molte energie quindi vi stancherete di più e sarete meno lucidi e quindi efficaci nella guida.
La posizione non dovrà essere a gomiti troppo larghi, cercate piuttosto di stare abbastanza raccolti (testa bassa ed esterna tra strumentazione e specchietto, busto piegato sul serbatoio), cercate di stare bene in posizione ma non impalati perché tanto più sarete rigidi nella posa tanto meno sarete in grado di reagire velocemente alle reazioni della moto.

Perdita di aderenza del posteriore

se sentite il posteriore che parte di pacca sconsiglio di provare a controllarlo quindi schizzate in piedi e spostate il peso in avanti, in modo da scaricare la ruota motrice e lasciarle riprendere aderenza senza permetterle di pompare troppo a causa del vostro peso, sappiate che la moto si scomporrà abbastanza ma per nessuno motivo frenate o piegate, il gas non chiudetelo di pacca perché amplificherà la reazione ma parzializzatelo quanto basta a fermare lo scivolamento.
Se la perdita di aderenza è invece progressiva alleggerite il gas SENZA MOLLARLO o vi troverete in terra e controsterzate leggermente, se volete fermare lo scivolamento vi basterà pestare sulla pedana esterna, quest'ultimo consiglio vale solo per chi ha già familiarizzato con i fondamenti della guida veloce.

Questi sono naturalmente dei semplici spunti per migliorare la vostra guida. Occhio ad interpretarli nel modo corretto e ad effettuare le proprie prove in luoghi adeguati (e con la testa funzionante). La Direzione declina ogni responsabilità per danni causati dall'utilizzo dei suggerimenti suddetti.

 

Prova Yamaha XSR 700

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Pensavate che i test del vostro Dr.Manetta fossero finiti? Pensavate di esservi salvati dalla lettura di un altra prova semi seria? Sbagliato! Sabato mattina, complici una serie di fortunate coincidenze (riassumibili tutte in: la mia dolce metà aveva altro da fare), ho avuto la possibilità di provare una moto di quelle che vanno di moda in questi ultimi tempi, soprattutto per quel concetto modaiolo che incarna perfettamente, ovvero il filone sport heritage.

Ed infatti ho provato la Yamaha XSR 700, la tipica naked moderna dall'aspetto retrò che piace molto ai gggiofani di oggi (e non solo).

Che si sia baffuti hipster oppure no, l'aspetto esteriore della moto colpisce per l'efficacia complessiva, perché amalgama perfettamente un certo gusto retrò ad una linea moderna e ciò solletica indubbiamente l'immaginario del motociclista attento anche all'estetica. La versione in prova non era proprio quella standard perché il concessionario (MATT MOTO SRL di Livorno, che ringrazio per la disponibilità) l'aveva giustamente imbellettata per il test. E così la moto sfoggiava un bell'Akrapovic sdoppiato ed il mini cupolino anteriore, due ritocchi costosi, ma che migliorano indubbiamente l'estetica della moto.

Dopo essermela guardata in lungo ed in largo per apprezzarla esteticamente, finalmente salgo in sella e trovo subito una postura molto comoda, con una seduta ben imbottita, un bel manubrio largo ed alla corretta distanza, le pedane nel punto giusto ed una complessiva sensazione di pieno controllo che viene confermata appena entro in strada con motore acceso e prima ingranata. La prima sensazione è veramente positiva, di quelle che solo le moto più "amichevoli" sanno dare. Quelle motociclette sulle quali sali e sembra di averle guidate da una vita perché cucite attorno a te. Anche il quadro, apparentemente piccolo, risulta leggibile e ben posizionato.

La bicilindrica Yamaha si destreggia agile nel traffico, grazie alle sue ridotte dimensioni ed al peso perfettamente bilanciato. Gli ammortizzatori assorbono perfettamente e senza particolari sussulti le varie asperità dell'asfalto cittadino. Tra l'altro, complice la mia visiera dorata ed il mio indubbio fascino in giacca di pelle bianca e nera, al primo semaforo si affiancano due ragazze bellocce in scooter che mi squadrano sorridendomi convinte, gradendo indubbiamente l'insieme moto-motociclista.
Anche un barbuto scooterista settantenne al semaforo successivo sembra gradire l'insieme, ma prima che pensi ad un imbarazzante avance nei miei confronti ed a trovare le scuse giuste per declinare un eventuale invito, mi guarda e dice: "Deh! Bellina sta moto. Mi ri'orda tanto quelle che andavano quand'ero giovine. L'hai sistemata proprio bene. Bravo". A conferma che la XSR può sembrare veramente una special e può risultare gradita ad un pubblico molto ampio. E sentendomi un po' Steve Mc Queen impegnato nella grande fuga, ho iniziato a guardarmi sulle vetrine della città valutando l'effetto visivo che suscitavo. Non sono rimasto deluso.

Ma sarà anche la classica "motina" che viene a noia dopo pochi mesi??? Una di quelle che ritieni "facili" e giuste per i neofiti e che dopo soli 500 chilometri percorsi ti invogliano a sfogliare riviste su riviste per sostituirla con qualcosa di più serio? Il dubbio sinceramente mi è venuto.
Così divincolandomi velocemente dal traffico urbano ho iniziato a testare seriamente il cambio, i freni e soprattutto il motore, per vedere il comportamento di questa ciclistica da MT-07 camuffata. Responso? Devo dire ottimo.
Il motore è veramente brillante e gira corposo e fluido sin dai bassissimi regimi, senza quegli strattoni classici dei bicilindrici di qualche anno fa. La frizione è un burro ed il cambio ha un innesto preciso. La XSR è dotata anche di un discreto allungo che sinceramente mi ha stupito in questa configurazione e cilindrata e che fa molto comodo nei sorpassi da tangenziale o nelle fughe ai semafori verdi. Nell'apertura decisa del gas si percepisce anche un indole teppistica che fa presupporre la possibilità di esibirsi in funambolici monoruota se si ha le capacità di farlo (e se si vuole perdere la patente in un batter d'occhio).
La ciclistica è a punto, stabile e precisa anche ad andatura allegra, con le limitazioni tipiche delle naked dal manubrio piuttosto largo. In pratica, oltre i 110 km/h, si inizia a gonfiarsi come uno spinnaker di una barca a vela impegnata in una regata di Coppa America. L'unico vero appunto è per il freno posteriore: l'anteriore è pronto e modulabile, garantendo un ottima frenata; il posteriore invece... non esiste. Ed intendo proprio che pigiando il freno non succede (quasi) nulla. Voglio però pensare ad una semplice mancata taratura della leva.

Rientrando verso il concessionario e ricapitolando mentalmente pregi e difetti della moto in questione, il mio giudizio che inizialmente era tendente verso il costoso balocco da fighetto in risvoltini piuttosto che alla vera moto, si è rovesciato. Nonostante non sia un amante delle modern classic, nel senso del concetto di moto che rappresentano, devo dire che questa Yamaha è realizzata proprio bene. Ha si quell'aria ruffiana da copertina di rivista vintage, ma tale immagine è abbinata a tanta sostanza e ad un efficacia su strada da grintosa moto moderna.
Sicuramente tra i pregi va annoverato il motore, sfruttabile e corposo, con una bella erogazione ed un allungo che non lascia indifferente nemmeno il motociclista sgamato (in fin dei conti è sempre una MT-07). Esteticamente esercita un sicuro fascino e con il giusto abbigliamento si può fare una gran scena al bar con gli amici (e soprattutto con le amiche). E' comoda ed agile per trotterellare nell'ambito cittadino e per portare la morosa in camporella, ma con la ciclistica di cui è dotata il motociclista più esigente si può togliere delle belle soddisfazioni nelle strade con molte curve.

E' la classica motocicletta che può piacere al neo patentato perché è un mezzo che mette a proprio agio senza incutere timore. Ma attira anche il motociclista di ritorno (anche di non più verde età) che vuole riprendere a guidare un mezzo a marce godendo di un estetica simile agli anni d'oro della propria gioventù senza rinunciare ai ritrovati tecnici dei nostri giorni. Il bello è che ha qualità intrinseche tali da farne un mezzo valido per iniziare, ma anche per essere la moto da tenere vari anni, perché è modaiola, divertente ed efficace su strada.

Dr.Manetta

Gli unici difetti sono la mancanza di protezione (ma è normale per il tipo di moto), il freno posteriore inutile (con il beneficio del dubbio esposto sopra) ed il prezzo ben superiore alla MT-07 che potrebbe instillare qualche dubbio sul suo acquisto. Ma si sa, la fighetteria si paga.

Brava Yamaha.

 
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