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Prova Yamaha XSR 700

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Pensavate che i test del vostro Dr.Manetta fossero finiti? Pensavate di esservi salvati dalla lettura di un altra prova semi seria? Sbagliato! Sabato mattina, complici una serie di fortunate coincidenze (riassumibili tutte in: la mia dolce metà aveva altro da fare), ho avuto la possibilità di provare una moto di quelle che vanno di moda in questi ultimi tempi, soprattutto per quel concetto modaiolo che incarna perfettamente, ovvero il filone sport heritage.

Ed infatti ho provato la Yamaha XSR 700, la tipica naked moderna dall'aspetto retrò che piace molto ai gggiofani di oggi (e non solo).

Che si sia baffuti hipster oppure no, l'aspetto esteriore della moto colpisce per l'efficacia complessiva, perché amalgama perfettamente un certo gusto retrò ad una linea moderna e ciò solletica indubbiamente l'immaginario del motociclista attento anche all'estetica. La versione in prova non era proprio quella standard perché il concessionario (MATT MOTO SRL di Livorno, che ringrazio per la disponibilità) l'aveva giustamente imbellettata per il test. E così la moto sfoggiava un bell'Akrapovic sdoppiato ed il mini cupolino anteriore, due ritocchi costosi, ma che migliorano indubbiamente l'estetica della moto.

Dopo essermela guardata in lungo ed in largo per apprezzarla esteticamente, finalmente salgo in sella e trovo subito una postura molto comoda, con una seduta ben imbottita, un bel manubrio largo ed alla corretta distanza, le pedane nel punto giusto ed una complessiva sensazione di pieno controllo che viene confermata appena entro in strada con motore acceso e prima ingranata. La prima sensazione è veramente positiva, di quelle che solo le moto più "amichevoli" sanno dare. Quelle motociclette sulle quali sali e sembra di averle guidate da una vita perché cucite attorno a te. Anche il quadro, apparentemente piccolo, risulta leggibile e ben posizionato.

La bicilindrica Yamaha si destreggia agile nel traffico, grazie alle sue ridotte dimensioni ed al peso perfettamente bilanciato. Gli ammortizzatori assorbono perfettamente e senza particolari sussulti le varie asperità dell'asfalto cittadino. Tra l'altro, complice la mia visiera dorata ed il mio indubbio fascino in giacca di pelle bianca e nera, al primo semaforo si affiancano due ragazze bellocce in scooter che mi squadrano sorridendomi convinte, gradendo indubbiamente l'insieme moto-motociclista.
Anche un barbuto scooterista settantenne al semaforo successivo sembra gradire l'insieme, ma prima che pensi ad un imbarazzante avance nei miei confronti ed a trovare le scuse giuste per declinare un eventuale invito, mi guarda e dice: "Deh! Bellina sta moto. Mi ri'orda tanto quelle che andavano quand'ero giovine. L'hai sistemata proprio bene. Bravo". A conferma che la XSR può sembrare veramente una special e può risultare gradita ad un pubblico molto ampio. E sentendomi un po' Steve Mc Queen impegnato nella grande fuga, ho iniziato a guardarmi sulle vetrine della città valutando l'effetto visivo che suscitavo. Non sono rimasto deluso.

Ma sarà anche la classica "motina" che viene a noia dopo pochi mesi??? Una di quelle che ritieni "facili" e giuste per i neofiti e che dopo soli 500 chilometri percorsi ti invogliano a sfogliare riviste su riviste per sostituirla con qualcosa di più serio? Il dubbio sinceramente mi è venuto.
Così divincolandomi velocemente dal traffico urbano ho iniziato a testare seriamente il cambio, i freni e soprattutto il motore, per vedere il comportamento di questa ciclistica da MT-07 camuffata. Responso? Devo dire ottimo.
Il motore è veramente brillante e gira corposo e fluido sin dai bassissimi regimi, senza quegli strattoni classici dei bicilindrici di qualche anno fa. La frizione è un burro ed il cambio ha un innesto preciso. La XSR è dotata anche di un discreto allungo che sinceramente mi ha stupito in questa configurazione e cilindrata e che fa molto comodo nei sorpassi da tangenziale o nelle fughe ai semafori verdi. Nell'apertura decisa del gas si percepisce anche un indole teppistica che fa presupporre la possibilità di esibirsi in funambolici monoruota se si ha le capacità di farlo (e se si vuole perdere la patente in un batter d'occhio).
La ciclistica è a punto, stabile e precisa anche ad andatura allegra, con le limitazioni tipiche delle naked dal manubrio piuttosto largo. In pratica, oltre i 110 km/h, si inizia a gonfiarsi come uno spinnaker di una barca a vela impegnata in una regata di Coppa America. L'unico vero appunto è per il freno posteriore: l'anteriore è pronto e modulabile, garantendo un ottima frenata; il posteriore invece... non esiste. Ed intendo proprio che pigiando il freno non succede (quasi) nulla. Voglio però pensare ad una semplice mancata taratura della leva.

Rientrando verso il concessionario e ricapitolando mentalmente pregi e difetti della moto in questione, il mio giudizio che inizialmente era tendente verso il costoso balocco da fighetto in risvoltini piuttosto che alla vera moto, si è rovesciato. Nonostante non sia un amante delle modern classic, nel senso del concetto di moto che rappresentano, devo dire che questa Yamaha è realizzata proprio bene. Ha si quell'aria ruffiana da copertina di rivista vintage, ma tale immagine è abbinata a tanta sostanza e ad un efficacia su strada da grintosa moto moderna.
Sicuramente tra i pregi va annoverato il motore, sfruttabile e corposo, con una bella erogazione ed un allungo che non lascia indifferente nemmeno il motociclista sgamato (in fin dei conti è sempre una MT-07). Esteticamente esercita un sicuro fascino e con il giusto abbigliamento si può fare una gran scena al bar con gli amici (e soprattutto con le amiche). E' comoda ed agile per trotterellare nell'ambito cittadino e per portare la morosa in camporella, ma con la ciclistica di cui è dotata il motociclista più esigente si può togliere delle belle soddisfazioni nelle strade con molte curve.

E' la classica motocicletta che può piacere al neo patentato perché è un mezzo che mette a proprio agio senza incutere timore. Ma attira anche il motociclista di ritorno (anche di non più verde età) che vuole riprendere a guidare un mezzo a marce godendo di un estetica simile agli anni d'oro della propria gioventù senza rinunciare ai ritrovati tecnici dei nostri giorni. Il bello è che ha qualità intrinseche tali da farne un mezzo valido per iniziare, ma anche per essere la moto da tenere vari anni, perché è modaiola, divertente ed efficace su strada.

Dr.Manetta

Gli unici difetti sono la mancanza di protezione (ma è normale per il tipo di moto), il freno posteriore inutile (con il beneficio del dubbio esposto sopra) ed il prezzo ben superiore alla MT-07 che potrebbe instillare qualche dubbio sul suo acquisto. Ma si sa, la fighetteria si paga.

Brava Yamaha.