Siamo noi razzisti, o sono loro che sono stranieri?..

Non di sola moto vive l'uomo

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Zuzz
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Siamo noi razzisti, o sono loro che sono stranieri?..

Messaggioda Zuzz » domenica 11 marzo 2007, 10:41

Domanda banale, magari anche abusata ma che aiuta a prendere le misure con noi stessi prima di tutto, ed in seconda istanza a vivere la vita in maniera più diretta e meno ipocrita. Si perchè una delle cose di cui sono convinto senza riserva è che se si vive cercando di non essere quello che veramente si è, ci si mette nei casini e si finisce nel risultare più sgradevoli di quanto si sarebbe potuti essere se non si fosse recitata la parte che non ci appartiene.
Ultimamente ho assistito ad un gesto poco corretto (chiamiamolo così) di una persona probabilmente rumena. Credo si trovasse a passare dalle mie parti; non lo avevo mai visto prima. L'episodio in se non importa. Quello che mi fa riflettere, mi ripeto, banalmente, è che appena ho compreso la probabile provenienza del soggetto, mi è salito il sangue agli occhi. Sono prevenuto verso il medio oriente europeo e verso i paesi balcanici. Il discorso si allarga: i fanatismi, se espressi da un occidentale, li reputo idiozzia fisiologica, se provengono da un mussulmano, per es, li reputo pericolosi. Non condivido assolutamente quello che l'America combina per il mondo e credo che chi porta morte e distruzione sia indistintamente condannabile, ma gli errori politici di quel vaccaro di Bush li digerisco meglio degli attentati terroristici. Ipocrisia allo stato puro.
Esiste razzismo nel razzismo: ho una particolare simpatia (anch'essa ipocrita perchè concretamente non porta a nulla di buono per loro) verso le popolazioni africane. Se sento di un uomo di colore che spaccia droga penso che sia stato portato a quel punto per fame e bisogno; se lo fa un albanese, lo castrerei chimicamente per non farlo più riprodurre. Tranne che in qualche raro caso (che ci ha messo anni di buon esempio per vincere il mio pregiudizio), posso dire che se non ci fassero, gli albanesi appunto, mi andrebbe meglio. Devo avere i coraggio di ammetterlo.
Difendo strenuamente la lucidità che mi rimane salda (per fortuna) per giudicare razionalmente le varie situazioni, evitando di farmi travolgere dal sentimento. L'igiustizia e la giustizia non hanno colori; riesco ancora ad applicare questo sistema di giudizio piuttosto spontaneamente, ma c'è un ma: devo vincere una sorta di attrito iniziale che seppur non controlli il risultato finale del mio pensiero, rende visibile ai miei occhi il fatto che io stesso sia il più bieco ed ipocrita esponente del nostro tanto occidentale ed evoluto buonismo politicamente corretto. Si parla tanto, ma spesso a sproposito..
L'Italia è un paese solidale verso lo straniero, e nella mia regione questo moto dell'animo è ancor più accentuato. Basta poco per accendere il sentimento della "pietas" in senso latino. Ci si aiuta, ci si rispetta, si è anche un pò stupidamente esterofili, come se iproblemi del forestiero siano più gravi dei nostri per partito preso (molto spesso lo sono, ma non sempre). Allora torno a chiedere: Siamo noi che portiamo doppiezza nel cuore? Siamo noi che possiamo accogliere ed aiutare dopo aver risolto dei contrasti interni? In pratica siamo noi un pò razzisti, o sono loro che non sanno farsi ben volere?

Vabbeh..Saluti.

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Messaggioda J.Doggett » domenica 11 marzo 2007, 13:45

Gli albanesi che vivono in italia sono tantissimi.

Quando uno di loro commette un reato di qualunque tipo risalta subito all'occhio,cosa che non succede con la miriade di notizie brutte,provocate diciamo da italiani.

se poi mettiamo che queste persone sono schiavizzate dai datori di lavoro italiani è umanamente comprensibile(anche se non perdonabile) che qualcuno rubi o spacci ecc...

La nostra ignoranza,il nostro razzismo e il nostro sfruttamento nei loro confronti,non permettono a queste persone di integrarsi con noi e vivere discretamente,questo li porta a chiudersi in branco,con i risultati che tutti sappiamo.

Ritornando alla tua domanda,posso dirti che purtroppo il tuo è un pensiero razzista,fare di tutta l'erba un fascio è la cosa più sbaglita del mondo,soprattutto se nn facciamo mai caso alla porcherie che facciamo noi italiani.
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Messaggioda Bez » domenica 11 marzo 2007, 14:23

zuzz,ti quoto in pieno... quando sono al mare magari a tarda notte ed incontro gruppi di ragazzi di colore non ho per niente paura che mi possa succedere qualcosa,li considero "buoni"... quando invece di notte incontro magari dei ragazzi di altre razze mi sento meno sicuro ed ho la sensazione di dovermi difendere da qualcosa... non so da cosa nasca questa cosa,in fondo personalmente ho solo un vicino di casa maleducato che lascia camioncino e macchina sempre in mezzo facendomi incavolare spesso, ed è albanese... ma sarà solo questo??? non credo.
ho avuto degli altri vicini in condominio che venivano dal marocco, nel primo mese hanno montato in mezzo alla sala un impianto del gas con bombole e fornelli sparsi dovunque, vivevano in 200 in un appartamento con tutto ciò che ne consegue, porte sempre aperte con un casino infernale,odori che arrivavano in casa degli altri... adattamento??? rispetto???
nel mio paese nessuno aveva mai rubato neanche una caramella prima che arrivassero"loro"... nessuno si era mai accoltellato prima che arrivassero "loro"...
non so, molti sono degli onesti lavoratori che non fanno mai nulla di male, ma ripeto, non so............. :mmm:
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Messaggioda Fili_speed » domenica 11 marzo 2007, 14:27

dipende molto dalle differenze culturali e dall' integrazione dei soggetti nel contesto culturale locale, anche se si può dire che da questo punto di vista tutto il mondo è paese.
anche io in questo ragionamento sono sia vittima che carnefice, mi rendo conto di mal sopportare alcuni atteggiamenti che però in altri paesi potrebbero non essere così strani (solo che siamo in italia e mi aspetto che ci si adegui alla cultura italiana).
D' altra parte mi è capitato di non essere ben sopportato all' estero per alcuni comportamenti.
Mi è capitato di notare tedeschi indignati a stoccarda per la mia guida, io credevo di andare normalmente, invece dopo un pò capisci che non puoi guidare a stoccarda come guidi a bari, non ti rimane che adattarti.
stessa storia in un paesino della slovacchia, ho beccato una multa perchè fumavo in strada vicino la fermata del bus, non si poteva ma non me ne ero accorto, allora lo sbirro: "italsky puah! ma voi credete di poter venire a fare qui quello che volete, è meglio se torni a casa".
probabilmente non sopporti chi non si integra, ma non per tutti è semplice integrarsi rapidamente in un altro contesto.
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Messaggioda J.Doggett » domenica 11 marzo 2007, 15:04

quoto al 100% fili,ma nessuno si pone il problema di trattare queste persone non come animali?
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Messaggioda Zuzz » domenica 11 marzo 2007, 19:33

Probabilmente non mi sono spiegato.
Belle parole Doggett, ma il mio discorso partiva proprio da dove tu arrivi concludendo..ed infatti non mi vergogno nell'ammettere che dopo aver fatte le considerazioni che tu posti, mi rimane un fondo di pregiudizio e discrimanazione. Non so cosa tu abbia compreso da questo post, in ogni caso ti parlo di una cosa che non do a vedere, ma che devo vincere per avere un rapporto onesto con queste persone.
Allora chiedevo alla comunità una riflessione proprio su questo lato oscuro che si manifesta a valle delle tue considerazioni che, ti ripeto onestamente, faccio tutti i giorni vista la mia attività (nel mio studio si fa anche consulenza del lavoro e di gente che viene sfruttata ne è pieno il mondo, se si è stranieri la cosa si eleva al quadrato) etc etc..
La mancanza di integrazione è la chiave, la scarsa capacità di reddito è la chiave, l'ambizione di mobilità sociale rispetto alle condizioni originarie è la chiave (questa volta di "svolta") per cambiare il proprio destino. Riconosco che al cospetto di cotanta forza di volontà di alcuni di questi personaggi, io devo solo impallidire. Il punto è che volevo andare oltre le belle chiacchiere e provare a riflettere con chi dopo aver affermato quello che tu affermi, è veramente libero da preconcetti oppure no.
Su una cosa hai ragione: sono razzista e probabilmente se mi confronto con te, anche molto. Sai qual è il bello? E' che se tu mi frrequentassi, mi crederesti tutto il contrario di quello che dico. Agisco bene perchè so che è bene farlo, ma devo vincere delle remore..
Saluti!

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Messaggioda Ginopilotino » lunedì 12 marzo 2007, 11:37

zuzz, hai come sempre ragione, e come sempre vai sotto alla superficie, spesso troppo per l'ambiente con il quale ti confronti.

anche per me è così, e così anche per tutti gli altri, ma la chiave è ammetterlo o meno; è assolutamente naturale, istintualmente umano o istintualmente animale, mettila come vuoi, l'atteggiamento di diffidenza e paura verso il diverso, ed è alla base dei meccanismi della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi
è riduttivo affrontare il problema di "coscienza" che tu hai solo sotto il profilo dell'ipocrisia o del politically correct, la moda del momento, perchè per giungere ad una risposta sensata bisogna analizzare la questione da tutti i punti di vista: storico, culturale, sociale, antropologico, politico...

Adesso abbiamo paura dell'Islam perchè c'è in atto uno scontro di civiltà epocale, abbiamo paura degli albanesi perchè quando 15 anni fa in conseguenza della fine del comunismo hanno iniziato a riversarsi nel nostro paese sono arrivati in massa quelli che erano attratti dal nostro ricco paese e l'Albania ha anche colto l'occasione per levarsi dalle balle un po' di soggetti scomodi, abbiamo meno paura degli africani perchè adesso sono la razza debole del mondo; se vai in Germania gli albanesi non sanno neanche chi siano ma detestano i turchi, che a noi non ci sfiorano neanche di striscio, se vai in Francia ci sono gli algerini, e così via
Il discorso qui sopra può sembrare il più massimalista e superficiale possibile, ma so che tu hai i mezzi per capire quello che voglio dire

Se si facesse un'indagine parallela e si chiedesse a tutta la popolazione mondiale: "tu sei razzista?" e poi lo si richiedesse con un magico siero della verità penso che del 90% di no alla prima domanda non rimarrebbe che un pugno di persone alla seconda, ma questo non perchè la gente è disonesta, ma solo ipocrita verso sè stessa.
Il buon Luca Casarini, il leader dei disobbedienti, venne beccato anni fa, credo un paio, dalle telecamere di Striscia e chiedere in manifestazione a Milano dove "sono finiti quei c.azzo di immigrati" e "dove sono le altre checche", e per quanto le sue opinioni possano essere discutibili, e non voglio entrare nel merito, non penso gli si possa dare del razzista pubblico; anche lui avverte la diversità, istintualmente la vive, razionalmente la soffoca e la trasforma.
La vera chiave di volta è rendersene conto, capire e accettare i propri limiti, e OLTREPASSARLI; solo così si esce dal "regno animale" e si diventa esseri umani; direi esattamente quello che fai tu, a quanto scrivi.

Io mi sono trovato, nei miei anni di volontariato sul campo, a contatto con molte realtà sociale tremende e con persone provenienti dalle parti del mondo più disparate, e ho imparato a conoscere e accettare molte diversità, come anche a rifiutarne alcune, perchè l'integrazione non dev'essere un plasmarsi sugli altri, ma una condivisione. Ho avuto la fortuna di fare queste esperienze "casualmente", attraverso il servizio in ambulanza, venendo a contatto in maniera randomica con queste realtà, senza una preparazione specifica del tipo: io aiuto i bambini dell'angola, e quindi so a cosa vado incontro, e questa cosa è stata fondamentale per acquisire un'apertura mentale notevole, e questo mi è successo, senza andare tanto lontano, anche per le notevoli deifferenze socio-culturali che ci sono all'interno del nostro beneamato stivale.

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Messaggioda Uptothesky » lunedì 12 marzo 2007, 17:07

vi racconto una cosuccia....mi è capitato di conoscere una coppia di albanesi, un ragazzo ed una ragazza, giovani...20-22 anni, e mi raccontavano quanto fosse difficile avere permessi di soggiorno e poter stare tranquillamente qui in italia, mi ha spiegato com'era la vita da loro, ed è una cosa che non auguro di vedere a nessuno....i motivi per venire da noi ne hanno eccome a costo di essere clandestini...(meglio clandestini ma vivi che legali ma con una vita d'inferno...) molti di quelli che vengono qua, spacciano, uccidono rubano...perchè erano abituati così se volevano vivere in albania, e non potendosi trovare un lavoro regolare (anche perchè spesso i datori di lavoro preferiscono evitare rogne) non potendo risiedere in italia, si adattano e continuano a fare ciò che hanno sempre fatto...
anche se la storia sarebbe molto più lunga da raccontare, è importante precisare che ci sono anche stranieri-extracomunitari-immigrati-ecc... che sono veramente brave persone...meglio di tanti italiani....che hanno voglia di lavorare, di fare una vista onesta e tranquilla, per loro e per la loro famiglia, anche se, come spiegatomi da loro stessi, il 70% e pù continuano a fare i delinquenti...quindi è difficile fidarsi completamente.... e non c'è da stupirsi...ma lasciamigli almeno il beneficio del dubbio, sono persone, e prima di fare giudizi occorre sempre valutare bene le cose... ;)

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Messaggioda J.Doggett » lunedì 12 marzo 2007, 17:14

Uptothesky ha scritto:vi racconto una cosuccia....mi è capitato di conoscere una coppia di albanesi, un ragazzo ed una ragazza, giovani...20-22 anni, e mi raccontavano quanto fosse difficile avere permessi di soggiorno e poter stare tranquillamente qui in italia, mi ha spiegato com'era la vita da loro, ed è una cosa che non auguro di vedere a nessuno....i motivi per venire da noi ne hanno eccome a costo di essere clandestini...(meglio clandestini ma vivi che legali ma con una vita d'inferno...) molti di quelli che vengono qua, spacciano, uccidono rubano...perchè erano abituati così se volevano vivere in albania, e non potendosi trovare un lavoro regolare (anche perchè spesso i datori di lavoro preferiscono evitare rogne) non potendo risiedere in italia, si adattano e continuano a fare ciò che hanno sempre fatto...
anche se la storia sarebbe molto più lunga da raccontare, è importante precisare che ci sono anche stranieri-extracomunitari-immigrati-ecc... che sono veramente brave persone...meglio di tanti italiani....che hanno voglia di lavorare, di fare una vista onesta e tranquilla, per loro e per la loro famiglia, anche se, come spiegatomi da loro stessi, il 70% e pù continuano a fare i delinquenti...quindi è difficile fidarsi completamente.... e non c'è da stupirsi...ma lasciamigli almeno il beneficio del dubbio, sono persone, e prima di fare giudizi occorre sempre valutare bene le cose... ;)


proprio quello che voglio dire io,anche se credo che il 70% sia una percentuale un pò altina... :matto: :mmm:
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Messaggioda Ginopilotino » lunedì 12 marzo 2007, 17:39

credo, come ribadiva zuzz, che l'argomento del suo post fosse diverso

volendo ognuno ha svariate storie per le quali l'immigrato di turno o è un ladro puttaniere etc... o è una bravissima persona sfruttata dalla nostra orrenda società e potremmo riempire di pagine un server intero, ma si tratta, appunto, di storie singole, che non rappresentano nessuna totalità e non risolvono il dubbio interiore che ci propone zuzz

la questione non è come gli immigrati vivono questa situazione, nè tantomeno come gli altri italiani la vivano, ma piuttosto come la vive ogni singolo noi, quello che uno si dice dentro, che quasi mai corrisponde a quello che dice fuori

ed è un discorso difficile da farsi, perchè la cosa più ostica, come appunto ci dice il buon zuzz, è ammettere che si è peggio di come ci si vuole credere; e il passo avanti è ammetterlo, e lavorarci sopra
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Messaggioda fast3r » lunedì 12 marzo 2007, 17:41

Ginopilotino ha scritto:anche per me è così, e così anche per tutti gli altri, ma la chiave è ammetterlo o meno; è assolutamente naturale, istintualmente umano o istintualmente animale, mettila come vuoi, l'atteggiamento di diffidenza e paura verso il diverso, ed è alla base dei meccanismi della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi


Hai toccato uno dei cardini del discorso secondo me: la paura del diverso.
E' un istinto di sopravvivenza che perdura da quando esiste l'uomo (e da molto prima), e nonostante l'evoluzione, continua a condizionare i nostri comportamenti.

Essere razzisti non significa vedere un rumeno per strada e avere paura. Quello è un istinto generato da ciò che leggiamo sui giornali, dal "senso comune", che nasce senza volerlo perchè la nostra mente riconosce una persona con determinati tratti somatici, espressioni e abbigliamento come potenzialmente pericolosa. Purtroppo è vero, le condizioni di molti stranieri in Italia portano questi soggetti più facilmente alla criminalità, ma non perchè sono rumeni, albanesi, tunisini o zingari, ma perchè sono poveri.

La sottile (ma critica) linea tra razzismo e paura del diverso sta nel riconoscere questo timore istintivo, razionalizzarlo e non lasciarsi influenzare nel momento in cui ci si relaziona con loro.

Zuzz, in soldoni, io credo che la tua diffidenza sia naturale e "innocua", già il fatto che tu la stia riversando per iscritto significa che te ne rendi conto e stai cercando di comprenderne i motivi. Sono certo che l'unico modo per sconfiggere questa paura sia cercare di avere più contatti possibili con loro, condividerne problemi e tradizioni, capirne le ragioni più nascoste e, quando se ne ha l'opportunità, aiutarli in ogni maniera.


Io ammetto di essere razzista.
Sono razzista nei confronti di chi è razzista.
E' un ragionamento contorto, ma è la verità...


Razzista: chi professa teorie razzistiche; che, chi sostiene la superiorità di una o più razze, legittimando o attuando una politica di discriminazione e persecuzione | estens., che, chi ha un atteggiamento di intolleranza nei confronti di persone diverse per razza, cultura, posizione sociale, religione o provenienza geografica. (De Mauro)
Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare... (Fabrizio De Andrè)

Nel frattempo in Irlanda... :senza_speranza:
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Messaggioda J.Doggett » lunedì 12 marzo 2007, 18:00

fast3r ha scritto:
Ginopilotino ha scritto:anche per me è così, e così anche per tutti gli altri, ma la chiave è ammetterlo o meno; è assolutamente naturale, istintualmente umano o istintualmente animale, mettila come vuoi, l'atteggiamento di diffidenza e paura verso il diverso, ed è alla base dei meccanismi della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi


Hai toccato uno dei cardini del discorso secondo me: la paura del diverso.
E' un istinto di sopravvivenza che perdura da quando esiste l'uomo (e da molto prima), e nonostante l'evoluzione, continua a condizionare i nostri comportamenti.

Essere razzisti non significa vedere un rumeno per strada e avere paura. Quello è un istinto generato da ciò che leggiamo sui giornali, dal "senso comune", che nasce senza volerlo perchè la nostra mente riconosce una persona con determinati tratti somatici, espressioni e abbigliamento come potenzialmente pericolosa. Purtroppo è vero, le condizioni di molti stranieri in Italia portano questi soggetti più facilmente alla criminalità, ma non perchè sono rumeni, albanesi, tunisini o zingari, ma perchè sono poveri.

La sottile (ma critica) linea tra razzismo e paura del diverso sta nel riconoscere questo timore istintivo, razionalizzarlo e non lasciarsi influenzare nel momento in cui ci si relaziona con loro.

Zuzz, in soldoni, io credo che la tua diffidenza sia naturale e "innocua", già il fatto che tu la stia riversando per iscritto significa che te ne rendi conto e stai cercando di comprenderne i motivi. Sono certo che l'unico modo per sconfiggere questa paura sia cercare di avere più contatti possibili con loro, condividerne problemi e tradizioni, capirne le ragioni più nascoste e, quando se ne ha l'opportunità, aiutarli in ogni maniera.


Io ammetto di essere razzista.
Sono razzista nei confronti di chi è razzista.
E' un ragionamento contorto, ma è la verità...


Razzista: chi professa teorie razzistiche; che, chi sostiene la superiorità di una o più razze, legittimando o attuando una politica di discriminazione e persecuzione | estens., che, chi ha un atteggiamento di intolleranza nei confronti di persone diverse per razza, cultura, posizione sociale, religione o provenienza geografica. (De Mauro)


quoto tutto al 100% :bene:
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Messaggioda Uptothesky » lunedì 12 marzo 2007, 18:47

come non concordare.... :bene:

io quello che ho detto lo dico proprio dopo essermi confrontato con loro capito il modo in cui vivevano ed il modo in cui vivono ora...mi hanno raccontato di tanti altri loro compaesani...tante storie, brutte o belle...

e la mia frase finale non era buttata li...quello che dico io è: non colpevolizziamoli subito...(e qui si potrebbe tirar fuori una storia che era su tutti i tg non tanto tempo fa)
sappiamo che sono stranieri, quindi hanno abitudini e modi di vivere diversi dai nostri...amen...poi come fra noi anche fra loro c'è il buono ed il cattivo...però se la nostra società non li aiuta allora ci troveremo ancora più delinquenti e noi saremo sempre più propensi a discriminarli ed avremo paura di loro, li guarderemmo sempre con più rancore...
io sono per la pace (e questo è scontato) e sono per l'uguaglianza fra tutte le persone....sono cresciuto con un amico nero...e non ho il timore di persone straniere...proprio per come sono cresciuto...ovvio che poi i media ti martellano con storie e omicidi raccapriccianti...è normale che un po' di timore ci venga, ma nn è proprio timore...è diffidenza, ed è questo che porta al razzismo...secondo me... ;)
...probabilmente non mi sono spiegato bene...ma è una cosa un po' complessa da descrivere.... :mmm: :specchi:

dico solo 1 cosa...lasciamoa casina i pregiudizi...ci complicano solo la vita... ;)

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Messaggioda J.Doggett » lunedì 12 marzo 2007, 18:52

anche il mio migliore amico è nero.

ps. a lui non piace che li si chiami "di colore",visto che noi veniamo chiamati bianchi,l'appellativo "di colore" diventa una discriminazione...infatti "neri" è il più corretto. ;)
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.....

Messaggioda tabauro » martedì 13 marzo 2007, 9:13

Il tema è piuttosto complesso, e non sono in grado di esprimermi correttamente in questo contesto.

In soldoni, quello ke sposo, è la riflessione di zuzz ke và oltre il concetto semplicistico del: "è giusto o sbagliato essere razzisti?"
Qui si parla di ciò ke proviamo "intimamente".... guardarsi dentro, onestamente, e dirsi in faccia quello ke siamo in realtà, senza essere condizionati dalla società ke ci impone comportamenti "politicamente corretti".

Tutto questo, come sottolinea giustamente gino, per crescere e migliorarsi, anche se in superficie si è già ( passatemi il termine) "perfetti"!


bel post, complimenti! ;)
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