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Uptothesky ha scritto:vi racconto una cosuccia....mi è capitato di conoscere una coppia di albanesi, un ragazzo ed una ragazza, giovani...20-22 anni, e mi raccontavano quanto fosse difficile avere permessi di soggiorno e poter stare tranquillamente qui in italia, mi ha spiegato com'era la vita da loro, ed è una cosa che non auguro di vedere a nessuno....i motivi per venire da noi ne hanno eccome a costo di essere clandestini...(meglio clandestini ma vivi che legali ma con una vita d'inferno...) molti di quelli che vengono qua, spacciano, uccidono rubano...perchè erano abituati così se volevano vivere in albania, e non potendosi trovare un lavoro regolare (anche perchè spesso i datori di lavoro preferiscono evitare rogne) non potendo risiedere in italia, si adattano e continuano a fare ciò che hanno sempre fatto...
anche se la storia sarebbe molto più lunga da raccontare, è importante precisare che ci sono anche stranieri-extracomunitari-immigrati-ecc... che sono veramente brave persone...meglio di tanti italiani....che hanno voglia di lavorare, di fare una vista onesta e tranquilla, per loro e per la loro famiglia, anche se, come spiegatomi da loro stessi, il 70% e pù continuano a fare i delinquenti...quindi è difficile fidarsi completamente.... e non c'è da stupirsi...ma lasciamigli almeno il beneficio del dubbio, sono persone, e prima di fare giudizi occorre sempre valutare bene le cose...





Ginopilotino ha scritto:anche per me è così, e così anche per tutti gli altri, ma la chiave è ammetterlo o meno; è assolutamente naturale, istintualmente umano o istintualmente animale, mettila come vuoi, l'atteggiamento di diffidenza e paura verso il diverso, ed è alla base dei meccanismi della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi


fast3r ha scritto:Ginopilotino ha scritto:anche per me è così, e così anche per tutti gli altri, ma la chiave è ammetterlo o meno; è assolutamente naturale, istintualmente umano o istintualmente animale, mettila come vuoi, l'atteggiamento di diffidenza e paura verso il diverso, ed è alla base dei meccanismi della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi
Hai toccato uno dei cardini del discorso secondo me: la paura del diverso.
E' un istinto di sopravvivenza che perdura da quando esiste l'uomo (e da molto prima), e nonostante l'evoluzione, continua a condizionare i nostri comportamenti.
Essere razzisti non significa vedere un rumeno per strada e avere paura. Quello è un istinto generato da ciò che leggiamo sui giornali, dal "senso comune", che nasce senza volerlo perchè la nostra mente riconosce una persona con determinati tratti somatici, espressioni e abbigliamento come potenzialmente pericolosa. Purtroppo è vero, le condizioni di molti stranieri in Italia portano questi soggetti più facilmente alla criminalità, ma non perchè sono rumeni, albanesi, tunisini o zingari, ma perchè sono poveri.
La sottile (ma critica) linea tra razzismo e paura del diverso sta nel riconoscere questo timore istintivo, razionalizzarlo e non lasciarsi influenzare nel momento in cui ci si relaziona con loro.
Zuzz, in soldoni, io credo che la tua diffidenza sia naturale e "innocua", già il fatto che tu la stia riversando per iscritto significa che te ne rendi conto e stai cercando di comprenderne i motivi. Sono certo che l'unico modo per sconfiggere questa paura sia cercare di avere più contatti possibili con loro, condividerne problemi e tradizioni, capirne le ragioni più nascoste e, quando se ne ha l'opportunità, aiutarli in ogni maniera.
Io ammetto di essere razzista.
Sono razzista nei confronti di chi è razzista.
E' un ragionamento contorto, ma è la verità...
Razzista: chi professa teorie razzistiche; che, chi sostiene la superiorità di una o più razze, legittimando o attuando una politica di discriminazione e persecuzione | estens., che, chi ha un atteggiamento di intolleranza nei confronti di persone diverse per razza, cultura, posizione sociale, religione o provenienza geografica. (De Mauro)



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