Bez ha scritto:vorrei fare una considerazione puramente tecnica su questa cosa:
Per le enormi responsabilità che hanno,lo stipendio è ridicolo e su questo non credo ci sia nulla da obiettare...
Bez, più che una considerazione tecnica mi sembrano i conti della serva: un manager come Marchionne lavora per un'azienda privata, il cui unico fine è fare i soldi, il più possibile nel minor tempo possibile, e se questo lo sa fare bene la sua retribuzione è commisurata al rendimento; un politico non deve fare soldi, ma deve amministrarli, e questi devono essere funzionali al suo compito e non il suo obiettivo. Si gioca in campi diversi, non è possibile fare un confronto del genere.
Nello specifico del tuo esempio, Marchionne è uno che dopo una notevole carriera all'estero ha preso in mano il gruppo FIAT, che quota un po' più di 160.000 dipendenti, e in due anni e mezzo ha quasi quintuplicato il valore dei titoli, da 4 ? scarsi ai 18,5 ? di adesso; con un conseguente aumento della capitalizzazione del gruppo da 5 miliardi a 23 miliardi e spiccioli: avrà avuto anche c.ulo, però direi che ci sà fare! sai quanta coca e trans in più si può permettere Lapo?
Tornando a noi quindi lo stipendio di chi amministra il pubblico deve restare al di fuori delle logiche di mercato.
Detto tutto ciò, al momento, e comunque è stato
sempre e comunque così, ci sono 3 strati: i politici, con i loro interessi personali, la politica, che purtroppo troppo spesso è fine a sè stessa, un puro esercizio accademico, e la gente normale, che colpita da destra e da sinistra continua a tirare la carretta, chi meglio e chi peggio.
Perchè, pur parlandone da quando Berlusconi ha messo piede in parlamento la prima volta, non è mai stata fatta una legge seria sul conflitto di interessi? In fondo se ne è sempre parlato (giustamente) come del primo passo per una vera democrazia.
Perchè nessuno è riuscito a trovare il modo di fermare le commistioni politico-economiche del Berlusca senza ledere anche gli interessi propri o di qualcuno che ha dato soldi e favori per avere un posto di potere; cambiano solo le cifre, ma le proporzioni di danno sono le stesse.
Perchè in 15 anni, cioè dall'esplosione di Tangentopoli, non si è ancora riusciti a scrivere
una stupida riga di codice che dica che coloro che sono stati giudicati colpevoli di determinati reati non possono più avere incarichi nel pubblico o nella politica? Forse perchè quelli che restano in parlamento non riuscirebbero trasversalemente ad avere la maggioranza neanche per decidere cosa andare a vedere al cinema la sera? o forse perchè nel pubblico rimarrebbero tanti addetti quanti in effetti ne servono, a dispetto di quello che dicono i sindacati?