arrivano i caschi "intelligenti"

Guidi con le infradito???

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Anata
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Messaggioda Anata » martedì 10 ottobre 2006, 11:48

Ginopilotino ha scritto:dovrebbero trovare il modo di metterla all'interno del casco, l'intelligenza...


Mica mala come idea, dai Gino che fondiamo una società!!!

Vendiamo i caschi dotati di intelligenza.. devo però ancora trovare il donatore... :mmm: :mmm: :mmm: :mmm:
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..."Se siamo nati tondi non possiamo diventare quadrati, ma possiamo imparare a rotolare meglio!"

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mephistophele
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Messaggioda mephistophele » mercoledì 25 ottobre 2006, 18:00

Scherzi a parte, il casco deve avere una calotta integrale che protegga il cranio e quindi il cervello da forti traumi che possono causare aumenti di pressione all'interno della scatola cranica e quindi problemi a seguito di un urto o di una caduta.
Ammenicoli vari non servono.
Il telefono in caso di necessità, lo sostituirei con un pulsante da premere che chiama dei numeri preimpostati o manda degli sms, nulla di più.

Piuttosto mi chiedo se mai nessuno sarà in grado di inventare un tuta con gobba rigida che ricopra tutto il collo al momento dell'impatto.
Cerco di spiegarmi, durante la marcia il collo è libero nel movimento.
Dal momento in cui si staccano i piedi dalle pedane e le marce sono diverse dalla neutra la gobba dovrebbe gonfiarsi arrivando a combaciare con la fine del casco sulla nuca per evitare che la testa ed il collo possano effettuare movimenti troppo bruschi e causare lesioni alla colonna cervicale ed al midollo spinale in quella parte così delicata.
L'ho spiegata molto terra terra io che non ne so una cippa, mi chiedo se scienziati, medici ed altri chiaccheroni non riescano a realizzare qualcosa di molto simile anzichè integrare la macchina del caffè espresso nel casco jet...
Non mi fidavo dell'avantreno e così ci ho messo una ruota in più!

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Drag8
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Messaggioda Drag8 » mercoledì 25 ottobre 2006, 20:34

..la dainese ha studiato una cosa del genere..
NECK Gore-Tex®
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La giacca Neck Gore Tex® è sicuramente la proposta più innovativa e tecnicamente avanzata della Collezione Motorbike 2007. A caratterizzarla fin dal nome è la nuova struttura Neck 4, un supporto cervicale integrato nel colletto della giacca che i tecnici del D-Tec® (Dainese Technology Center) hanno ideato per offrire un sostegno per il collo del motociclista. Il Neck 4 accompagna ogni tuo movimento e ti sostiene contro la pressione del vento, per darti una sicurezza senza precedenti in qualsiasi posizione di guida. In questo modo i muscoli cervicali possono rilassarsi e il comfort di guida aumenta, qualità particolarmente apprezzabile durante i lunghi trasferimenti autostradali. La vocazione al touring sportivo emerge anche dalle spalle esterne termoformate, dalle regolazioni antiflottaggio dell?ampiezza delle maniche tramite zip e dall?utilizzo della nuova fodera interna ?bubble?. Anche questa è un?assoluta novità proveniente direttamente dalle tute dei piloti del Motomondiale: si tratta di un interno supercomfort, termico e traspirante che sfrutta la sua particolare costruzione a nido d?ape in grado di creare un?intercapedine d?aria che isola dall?esterno e crea un microclima interno ideale. A questo comfort termico contribuisce ovviamente anche il nuovo tessuto Misano 2L Gore Tex® un tessuto laminato accoppiato direttamente alla membrana Gore Tex® impermeabile, antivento e traspirante, con termonastratura interna delle cuciture. Più leggero rispetto ai tessuti a tre strati utilizzati finora, questo materiale ha anche il vantaggio di non inzupparsi in caso di pioggia. Sul fronte della sicurezza, sono poi presenti le protezioni articolate sulla spalla e le protezioni composite estraibili sui gomiti, cui si aggiunge la predisposizione ad ospitare un paraschiena della serie ?G.? (Wave G. o Backspace G.). La giacca Neck Gore Tex® è disponibile nella variante all-black e in quella con inserti rossi.


>>link a sito dainese

..mentre su motociclismo ho visto dei test di airbag fatti su un honda da gt .. ora li cerco..

Migliorare la sicurezza passiva in caso di incidente, sino ad oggi, è stato compito delle numerose aziende d?abbigliamento tecnico per motociclisti. Gruppi di ricerca ed ingegneri di tutto il mondo hanno lavorato sodo per realizzare protezioni su caschi, giacche, pantaloni, guanti, tute e stivali a prova d?urto oltre che comodi?ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma secondo Honda non è ancora abbastanza, o meglio, c?è da fare anche per migliorare la sicurezza in moto. E proprio con questo obiettivo, dopo 15 anni di studi, dal Giappone arriva il primo airbag dedicato alle due ruote: proposto a partire da metà 2006 come optional per la super-ammiraglia Goldwing, il sistema funziona ne più ne meno come quello delle auto.

In caso di impatto, infatti, un sacco da 150 litri contenuto nella parte alta del serbatoio viene gonfiato in un battito di ciglia (6 centesimi di secondo), andando ad assorbire parte dell?energia cinetica sviluppata dalla combinazione tra la massa del corpo e la velocità di movimento.

A regolare il funzionamento del sistema ci sono la bellezza di 4 sensori applicati sulla forcella in costante collegamento con una centralina di controllo. La messa a punto del sistema ha richiesto numerosi anni di sviluppo e ricerca perché la casistica degli incidenti motociclistici e esponenzialmente più elevata rispetto a quella riservata alle quattro ruote.

Non siamo certamente curiosi di provarlo?ma, di certo, bisogna togliersi tanto di cappello a fronte di iniziative come quelle di Honda, da sempre attenta all?aspetto sicurezza dei suoi mezzi.

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Messaggioda mephistophele » giovedì 26 ottobre 2006, 9:29

Dunque, non sono esperto in nessuno forse dei campi che si occupano di uno sviluppo del genere, e da ignorante mi vien da pensare che il problema non sta quando sono sulla moto.
Che me ne faccio di un airbag se sulla moto non ci sto più?
L'unica in quel senso come protezione è la moto con la scocca tipo la bmw, ti leghi con le cinture e ti protegge più delle altre 2 ruote.
Tornando a sopra, il problema è quando ti stacchi dalla moto, scivolando, cadendo o impattando contro un ostacolo.
Chi ne risente solo x l'impatto col suolo sono gli arti e la testa.
Salvo tagli da lama, gli arti si sistemano e se ben protetti la cute rimane quella originale. I traumi al torace, al collo ed al cranio sono quelli più pericolosi. Anche senza lesioni esterne, un forte trauma al torace può recidere l'arteria che porta sangue al cuore, o la vena, e questo compromette lo stato vitale in pochi minuti.
Il collo rimane sempre un punto troppo scoperto, e non so quanti sanno che cadendo sarebbe necessario portare le braccia a croce sul petto e cercare di tenere insieme le gambe, discorso utopistico considerando la strada :testate: senza alcuna via di fuga se non in rari e particolari casi :porca:
Supponendo di avere una tuta, che protegge integralmente gli arti, e le giunture, quello che mi piacerebbe è una specie di collarino tipo minisalvagente per il collo che si gonfi e irrigidisca il collo dal momento in cui "si capisce" che mi sono staccato dalla moto in marcia.
Questo fa si che il casco combaci con il collarino, quindi il collo non si muove bruscamente. Stesso discorso si potrebbe fare con le protezioni interne di certe parti della tuta. Alcuni usano spugna o materiale assorbente.
Ora pensate di riempire lo stesso spazio con del gel od una soluzione simile che sollecitata chimicamente si irrigidisce...dal momento in cui vi staccate dalla moto questa protezione molle potrebbe diventare rigidissima in pochi istanti, pensatela su petto, spalle, schiena/coccige, cosce ecc ecc
Una volta utilizzata, la parte in gel può essere sostituita con un'altra analoga...forse è fantascienza, o forse è solo la solita questione di moda/costo...ma non credo di esser così sprovveduto da aver pensato ad una soluzione così fuori dal concepibile ;)
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Messaggioda fabio » venerdì 27 ottobre 2006, 10:37

Drag8 ha scritto:Immagine

omiddio se ti spunta all'improvviso un culo gigante così magari non ti fai male ma subisci uno shock con conseguenze ben peggiori :shock: :shock: :shock:

Scusate non ce l'ho fatta a resistere :coram te: :angel:
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Messaggioda pippopik » venerdì 27 ottobre 2006, 11:46

Si, effettivamente pare proprio una/uno a 90°.... Oltretutto pure il color rosa. Forse i tecnici giapponesi come prototipo hanno usato una babola gonfiabile :rido:
«Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». (Robert M. Pirsig - Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta)

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