Messaggioda Bendo » venerdì 16 giugno 2006, 23:15
Due ruote o quattro?
Molti sono convinti che le moto inquinano meno delle auto perché sono più leggere e quindi consumano meno carburante
Internazionale 640, 4 maggio 2006
È divertente pensare che la prima motocicletta a benzina ? una Daimler-Maybach prodotta nel 1885 ? aveva un paio di rotelle per rassicurare i guidatori troppo nervosi. Oggi nessuna casa produttrice riuscirebbe a convincere i motociclisti ad accettare simili accessori, anche se potrebbero essere molto utili. Rotelle e giubbotti di pelle nera non vanno d'accordo: che ne direbbero delle icone delle due ruote come Barry Sheen, Steve McQueen o Marlon Brando?
Ma anche se i motociclisti sono affezionati alla propria immagine sfrecciante e seducente, molte persone hanno di loro un'opinione di gran lunga meno positiva e li considerano come una presenza puzzolente, rumorosa e aggressiva che infesta le strade. Hanno ragione?
In Gran Bretagna le moto contribuiscono in minima parte al traffico stradale: coprono l'1 per cento dei chilometri percorsi ogni anno (non dovrebbe sorprendere che il 30 per cento delle moto circolanti in Europa sia immatricolato in Italia). Oggi in Gran Bretagna ce ne sono un milione. Molto più che negli anni novanta, ma molto al di sotto dei due picchi raggiunti alla fine dei sessanta e dei settanta. Tuttavia il dato più significativo in termini d'impatto ambientale è che i motori sono sempre più potenti: nel 1994 erano duecentomila le moto di cilindrata superiore ai 500 centimetri cubici (cc). Nel 2003 erano diventate 560mila.
Non è facile stabilire quanto siano inquinanti i gas di scarico di una moto. Molti sono convinti che le moto inquinano meno delle auto perché sono più leggere e quindi consumano meno carburante. Il che è vero per quel che riguarda l'anidride carbonica (CO2): di solito le moto da strada ne emettono la metà delle automobili (anche se alcune particolarmente potenti inquinano più di un'utilitaria).
Per i cambiamenti climatici è una notizia positiva, dato che l'anidride carbonica è una delle principali responsabili dell'effetto serra. Le due ruote invece non danno risultati altrettanto buoni per quel che riguarda l'emissione di altri gas particolarmente dannosi per la salute, come gli idrocarburi, l'ossido di azoto e il monossido di carbonio. E questo è preoccupante, perché i pendolari preferiscono sempre più la moto come alternativa all'automobile per evitare gli ingorghi.
La ragione sta nel fatto che in termini di consumi di carburante i motori delle due ruote sono molto meno efficienti di quelli delle auto. Uno studio dei Laboratori svizzeri per le ricerche e i test sui materiali, pubblicato quest'anno, ha confrontato le emissioni di sette moto con quelle di diciassette automobili euro 3 in commercio nel 2001. Conclusione: le moto emettono molti più idrocarburi e molto più monossido di carbonio delle auto. Una Vespa 125 del 1997, per esempio, emette, 36 volte più monossido di carbonio di un'utilitaria, 141 volte più idrocarburi (un effetto dovuto al carburatore, che può essere ridotto usando il sistema a iniezione), 1,7 volte più ossido di azoto e 6,3 volte meno anidride carbonica. A sorpresa, ma neanche troppo, una moto Bmw 1.100 del 1999 emette le stesse quantità di idrocarburi e di monossido di carbonio di un motorino, ma si comporta molto peggio ? quattro volte peggio ? con il CO2.
La buona notizia è che da quest'anno in Europa tutti i veicoli, comprese le nuove moto, dovranno rispettare standard di emissione più restrittivi. Anche le norme sull'inquinamento acustico sono state inasprite e questo dovrebbe mettere fine alla modifica dei tubi di scappamento e alla rimozione dei silenziatori di moto e motorini. Per la fine dell'anno prossimo, inoltre, dovrebbe essere in commercio la prima moto ibrida con tecnologia di celle a combustibile.
L'altra grande differenza tra le moto e le automobili riguarda la sicurezza sulle strade. Un quinto dei decessi stradali in Gran Bretagna coinvolge dei motociclisti, che hanno anche cinque volte più probabilità di morire su strada dei ciclisti.
Ma quanti incidenti sono causati dai motociclisti? Una ricerca del ministero dei trasporti condotta nel 2005 ha rilevato che negli incidenti mortali con le auto (in cui muore il 50 per cento dei motociclisti) nel 70 per cento dei casi la responsabilità era del motociclista. Negli incidenti con le auto in cui il motociclista non è morto, l'automobilista era responsabile nel 61 per cento dei casi.
Non risulta che i motociclisti vadano più veloci degli altri guidatori, ma sulle strade extraurbane tendono a superare il limite dei 120 chilometri all'ora più spesso degli automobilisti. Questo potrebbe spiegare perché il 23 per cento delle morti di motociclisti avviene in curva e perché ne muoiano più fuori città che nei centri urbani. Aumentano i corsi di scuola guida anche per i motociclisti, ma forse quelle rotelle non erano una cattiva idea?
"Piego, quindi sono."
(Joe Bar)
Bendo

"Poche osservazioni e molto ragionamento conducono all'errore,
molte osservazioni e poco ragionamento conducono alla verità."
(Proverbio cinese)