INTERNAZIONALE su moto e inquinamento

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fabio
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INTERNAZIONALE su moto e inquinamento

Messaggioda fabio » venerdì 16 giugno 2006, 15:27

Su Internazionale #640, del 4 maggio 2006 appare un articolo a firma di Leo Hickman su moto e inquinamento.

Due ruote o quattro?
Molti sono convinti che le moto inquinano meno delle auto perché sono più leggere e quindi consumano meno carburante...

leggilo qui: http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=12492

Internazionale è forse la migliore rivista italiana - sarà un caso che pubblica articoli di stampa straniera... - e fornisce ogni settimana articoli e approfondimenti interessanti, una vera boccata d'ossigeno fra lo "smog" dei disinformatori italici, ma questa volta secondo me ha toppato un bel po'.

Sono tante le contestazioni che si potrebbero fare all'articolo, prima fra tutte la spacciata "scientificità" del metodo utilizzato per giustificare la tesi; infatti si confrontano una vespa 50cc 2 tempi dalla tecnologia obsoleta a una BMW 1.00cc 4 tempi ultramoderna... sarebbe - come dice un lettore in una lettera di risposta all'articolo - come confrontare l'inquinamento prodotto da una segretaria a quello di un capodoglio...
Senza contare l'uso improprio dell'auto, le maggiori dimensioni, parti in gioco, ecc.

Insomma, un brutto intervento, a mio parere. Cosa dite voi? Proviamo a smontare "scientificamente" le baggianate scritte lì? :ne vogliamo parlare:

:ciao:
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Messaggioda Bendo » venerdì 16 giugno 2006, 23:15

Due ruote o quattro?

Molti sono convinti che le moto inquinano meno delle auto perché sono più leggere e quindi consumano meno carburante

Internazionale 640, 4 maggio 2006

È divertente pensare che la prima motocicletta a benzina ? una Daimler-Maybach prodotta nel 1885 ? aveva un paio di rotelle per rassicurare i guidatori troppo nervosi. Oggi nessuna casa produttrice riuscirebbe a convincere i motociclisti ad accettare simili accessori, anche se potrebbero essere molto utili. Rotelle e giubbotti di pelle nera non vanno d'accordo: che ne direbbero delle icone delle due ruote come Barry Sheen, Steve McQueen o Marlon Brando?

Ma anche se i motociclisti sono affezionati alla propria immagine sfrecciante e seducente, molte persone hanno di loro un'opinione di gran lunga meno positiva e li considerano come una presenza puzzolente, rumorosa e aggressiva che infesta le strade. Hanno ragione?

In Gran Bretagna le moto contribuiscono in minima parte al traffico stradale: coprono l'1 per cento dei chilometri percorsi ogni anno (non dovrebbe sorprendere che il 30 per cento delle moto circolanti in Europa sia immatricolato in Italia). Oggi in Gran Bretagna ce ne sono un milione. Molto più che negli anni novanta, ma molto al di sotto dei due picchi raggiunti alla fine dei sessanta e dei settanta. Tuttavia il dato più significativo in termini d'impatto ambientale è che i motori sono sempre più potenti: nel 1994 erano duecentomila le moto di cilindrata superiore ai 500 centimetri cubici (cc). Nel 2003 erano diventate 560mila.

Non è facile stabilire quanto siano inquinanti i gas di scarico di una moto. Molti sono convinti che le moto inquinano meno delle auto perché sono più leggere e quindi consumano meno carburante. Il che è vero per quel che riguarda l'anidride carbonica (CO2): di solito le moto da strada ne emettono la metà delle automobili (anche se alcune particolarmente potenti inquinano più di un'utilitaria).

Per i cambiamenti climatici è una notizia positiva, dato che l'anidride carbonica è una delle principali responsabili dell'effetto serra. Le due ruote invece non danno risultati altrettanto buoni per quel che riguarda l'emissione di altri gas particolarmente dannosi per la salute, come gli idrocarburi, l'ossido di azoto e il monossido di carbonio. E questo è preoccupante, perché i pendolari preferiscono sempre più la moto come alternativa all'automobile per evitare gli ingorghi.

La ragione sta nel fatto che in termini di consumi di carburante i motori delle due ruote sono molto meno efficienti di quelli delle auto. Uno studio dei Laboratori svizzeri per le ricerche e i test sui materiali, pubblicato quest'anno, ha confrontato le emissioni di sette moto con quelle di diciassette automobili euro 3 in commercio nel 2001. Conclusione: le moto emettono molti più idrocarburi e molto più monossido di carbonio delle auto. Una Vespa 125 del 1997, per esempio, emette, 36 volte più monossido di carbonio di un'utilitaria, 141 volte più idrocarburi (un effetto dovuto al carburatore, che può essere ridotto usando il sistema a iniezione), 1,7 volte più ossido di azoto e 6,3 volte meno anidride carbonica. A sorpresa, ma neanche troppo, una moto Bmw 1.100 del 1999 emette le stesse quantità di idrocarburi e di monossido di carbonio di un motorino, ma si comporta molto peggio ? quattro volte peggio ? con il CO2.

La buona notizia è che da quest'anno in Europa tutti i veicoli, comprese le nuove moto, dovranno rispettare standard di emissione più restrittivi. Anche le norme sull'inquinamento acustico sono state inasprite e questo dovrebbe mettere fine alla modifica dei tubi di scappamento e alla rimozione dei silenziatori di moto e motorini. Per la fine dell'anno prossimo, inoltre, dovrebbe essere in commercio la prima moto ibrida con tecnologia di celle a combustibile.

L'altra grande differenza tra le moto e le automobili riguarda la sicurezza sulle strade. Un quinto dei decessi stradali in Gran Bretagna coinvolge dei motociclisti, che hanno anche cinque volte più probabilità di morire su strada dei ciclisti.

Ma quanti incidenti sono causati dai motociclisti? Una ricerca del ministero dei trasporti condotta nel 2005 ha rilevato che negli incidenti mortali con le auto (in cui muore il 50 per cento dei motociclisti) nel 70 per cento dei casi la responsabilità era del motociclista. Negli incidenti con le auto in cui il motociclista non è morto, l'automobilista era responsabile nel 61 per cento dei casi.

Non risulta che i motociclisti vadano più veloci degli altri guidatori, ma sulle strade extraurbane tendono a superare il limite dei 120 chilometri all'ora più spesso degli automobilisti. Questo potrebbe spiegare perché il 23 per cento delle morti di motociclisti avviene in curva e perché ne muoiano più fuori città che nei centri urbani. Aumentano i corsi di scuola guida anche per i motociclisti, ma forse quelle rotelle non erano una cattiva idea?
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Messaggioda Bendo » venerdì 16 giugno 2006, 23:24

Lo copio affinchè ne rimanga traccia.

A prescindere dalla deficienza del commento sulle rotelle finale condivido in gran parte quello che è stato scritto.
Si parla di efficienza del motore in rapporto alla quantità di sostanze nocive rilasciate e di "quantità" di andride carbonica emessa.
Il riferimento alla vespa era rivolto al fatto che era a carburatore e non a iniezione, se fosse stata un 2T di incombusto e di olio combusto ne avrebbe emessa una tonnellata...

Tecnincamente è normale che un motore a carburatore senza sonda lambda e catalizzatore trivalente avrà una riduzione degli agenti inquinanti MOLTO inferiore di quella di un auto. Per ovvie ragioni di peso, ingombri, costi nelle moto moderne si usano quasi sempre (Escluso BMW) catalizzatori ossidanti senza sonda lambda che sono sufficienti per rientrare dentro i parametri.

Anche il fatto che cmq il range di giri a ui funziona il motore della moto e quello usato nei test di laboratorio sono molto diversi, su strada è tutta un'altra storia e si inquina molto fi più. Si tralascia cmq il fattore TEMPO.
Quanto tempo sta in moto il motore di una moto o scooter per andare da A - B a milano alle 9.00 di mattina e quanto quello di un auto per fare lo stesso percorso? Oltre alla riduzione di ingombri e problemi di parcheggio?

Mi spaventa la differenza riscontrata tra gli incidenti con motociclista morto e quella con motocilista ferito, mi sembra che si tendaa dare la colpa hai morti perhcè non possono più difendersi. Un po' come i macchinisti dei nostri treni... Se è passato con il rosso come fa a dire il contrario?

Ovvio che il motociclista è un "utente debole" sulla strada. E non mi sorprende nemmeno il numero di incidenti rilevati in curva, ove la moto non può frenare ne cambiare traiettoria (ricordarsene sempre...).
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