Messaggioda Zuzz » lunedì 24 aprile 2006, 21:48
Test Drive! Questa è la strada che le case hanno deciso di solcare per radunare gli appassionati delle due ruote intorno ai loro concessionari.
Spesso la presa di contatto con l'ultimo gioiello di famiglia è fugace, ma quel che conta è creare quella sorta di effetto volano che si genera quando i pareri si accavallano tra loro. Si sfrutta l'elemento primordiale del branco dei motociclisti ed in questo stato una breve ma intensa emozione può imprimere la memoria in modo irrazionalmente indelebile.
Yamaha ed Aprilia il mese scorso hanno presentato le loro nude d'assalto ad una settimana l'una dall'altra; io non potevo mancare alla prima ufficiale della "primo soprano a 4 cilindri" e del "primo tenore col suo V2", ma non tanto per avere quei 10 minuti di gloria (che ho comunque onorato), ma piuttosto per prendere accordi su quando avrei potuto provare le due moto aziendali con calma e lucidità, lontano dalla ribalta dei riflettori e su uno dei percorsi brevi che frequento con la mia Hornet quando la voglia di moto mi assale ma non ho l'intero pomeriggio a disposizione. Si tratta di circa 40 km di curve appenniniche in buone condizioni con l'aggiunta di un tratto di superstrada con buoni allunghi ed un paio di curvoni veloci in salita in cui, volendo, si può entrare forte ed uscirne ancor di più.
Piacevoli conferme ma soprattutto grandi sorprese!
DA FERMO.
Italia contro Giappone? A me non sembra. La filosofia che ha pensato le due moto sembra essere molto simile; linee stilisticamente spinte per entrambe non sembrano portare avanti scuole di pensiero troppo dissimili, ma questa volta, a primo impatto, la moto con maggiore personalità sembra essere la giapponese. Molto ricercata nelle linee ma meno pesante della Tuono, la FZ1 appare più raccolta, meno sviluppata in senso longitudinale rispetto all'Aprilia, che sembra ancora troppo lunga ed alta. Il vantaggio di avere un V2 sotto il telaio non viene sfruttato e la 4 cilindri dona, paradossalmente, sensazione di maggiore compattezza. Complice di questo effetto visivo è anche il piccolo scarico basso (ormai divenuto un dettame) che si contrappone beffardo alla coppia di tuboni laterali della Tuono, veramente mastodontici. Ma l'occhio dell'appassionato gode quando si sofferma ad osservare lo splendidamente lavorato telaio dell'italiana, il suo forcellone, l'avantreno che pur essendo perfettamente in parità nel computo della tipologia di componentistica con la giapponese, regala una sensazione di maggiore professionalità: le pinze radiali sembrano vere e non messe lì perchè al giorno d'oggi devono esserci. E che dire delle piastre di sterzo che sembrano lavorate da un artista al tornio o del manubrio a sezione variabile anodizzato oro, muscoloso e sensuale...e di quella vite che fissa il fianchetto troppo lunga, che in alcuni esemplari ha bucato il serbatoio per via delle vibrazioni, provocando l'ilarità della FZ1..
La qualità della Yamaha si avverte altissima, funzionale e gradevole alla vista ed al tatto, ma è tipicamente da prodotto di serie di ottimo livello ed ha poco a che fare con l'arte sanguigna della motocicletta, nonostante quel giallo della livrea sembrava gridare il nome di Spencer ad ogni sgasata.
LA GUIDA
Figlie dei tempi moderni, ed osservate con aria di superiorità dall'ultimo nato della immortale dinastia Monster, quello con il Testastretta, che porta avanti fiero la sua linea senza tempo, le due sfidanti si battono con armi profondamente diverse: siamo al cospetto dell'eterna lotta tra il V2 (in versione Magnesium - ultima evoluzione - un pezzo da "novanta", ma che 90 non è, con la sua caratteristica apertura a 60°) ed il 4 in linea (rappresentato dal 1000 Yamaha di derivazione R1, ma di quelle recenti, se ci fossero ancora dubbi sulla sua capacità di incutere timore..).
Girata la chiave iniziano le prime sorprese: Il 4 in linea sembra avere un rombo meno contenibile del V2 che così tappato è veramente brutto da sentire. Mentre la Yamaha si esibisce in scoppiettii da rilascio, bassi gutturali ed alti politonali chiaramente avvertibili anche con il vento che colpisce il caso in velocità, l'Aprilia si limita ad un rombo vellutato e politicamente corretto!
Si parte! Ergonomia perfetta per entrambe e posizione attiva tanto ma tanto piacevole per la FZ1, con l'Aprilia un pò alta nel piano di presa, ma con una sistemazione che ho preferito per le gambe, che mi sono sembrate un pelo più arretrate. Da molti ho sentito elogiare l'equilibrio e la qualità della ciclistica Aprilia: qui arriva la seconda sorpresa! Ho cominciato ad affrontare le curve con un livello di aspettative veramente alto e molto critico ma nonostante tutto non potevo esimermi da gridare idiozie nel casco per quanto sia incredibile da guidare! Siamo su di un altro pianeta, almeno per i miei gusti. Pieghe, velocità in percorrenza, stabilità e agilità, sicurezza e margine di correzione..è tutto lì su di un piatto d'argento e perfettamente sfruttabile da chi ha un minimo di esperienza (ma neanche troppa). Ho letto dei numeri sul tachimetro che non pensavo fossero raggiungibili su quelle strade e dentro quelle curve, tutto con grande calma e senza il respiro grosso. Arrivavi a cannone dopo un piccolo rettineo? Bastava tirare la leva del freno e sentire la frizione che regolava la coppia retrograda del motore mentre scalavi in scioltezza: impianto da paura. Ma potevi anche forzare l'ingresso e piegare da pazzi, tanto si è su di una rotaia! Anche la FZ1 non scherza in frenata (anzi, forse fa anche meglio!) ed ha un avantreno granitico anche sulle sconnessioni, un'ottima risposta ai comandi, bellissima nel misto e stabilissima su quel curvone di cui sopra (dal quale la Tuono mi ha estratto a 198 km/h, incredibile per le mie capacità!! La moto era bella piegata, credetemi), ma rispetto all'Aprilia sembra che le parti della ciclistica lavorino ottimamente ogniuna per se stessa e non per il sistema moto. l'FZ1 è una gran moto, ma la Tuono va oltre.
Ho tenuto per ultimo il comportamento dei propulsori, perchè anche qui le sorprese si sprecano.
Il corpo umano non ha sensori per la velocità, ma percepisce solo le accelerazioni. Il nostro bel fondoschiena non misura la coppia in valore assoluto, ma percepisce la sua variazione, e quanto più essa varia col salire dei giri, tanto più crea sensazioni. Ecco che 10 kgm se sono spalmati in maniera regolarissima sembrano meno emozionanti dei picchi di un motore magari meno prestante, se poi considerate che il motore che ha i picchi è più prestante, il manicomio è fatto!
Le due moto sono rapportate lunghe e la Tuono tira forte da subito impennando di gas in prima ed in seconda spesso e volentieri, la velocità sale, ma sale fluida. Tremendamente veloce per chi segue, ma fluida (ho notato un piccolo scalino sui 5000, ma solo se ci si trastulla sopra, altrimenti si passa di slancio). Questo non è esattamente un motore lento e quando si apre il gas il tachimetro fa salti di 40 km/h alla volta?dopo gli 80 ci sono i 120 e poi i 160 e così via. La spinta è gustosissima fin da subito e da buon V2, estrae dalle curve come se si venisse tirati da un elastico ancorato all?orizzonte?ma non è un motore difficile da usare tutto. A me piace da matti, ma per qualcuno potrebbe risultare fin troppo borghese e raffinato. Insomma, noi motociclisti siamo dei bei tipi strani: se ci fanno trovare la pappa pronta diciamo che la moto è borghese, se ci fanno l?erogazione appuntita diciamo che è inguidabile..
Passando al suo avversario a 4 cilindri c?è subito da dire che un ?mille? potrebbe essere più corposo nella fascia media. Prendete una R1, accordate il propulsore per avere più tiro ai bassi a scapito della potenza massima in alto ed otterrete?.una R1 meno potente da tutte le parti. Questo è il motore della FZ1. Sotto non è come il suo cugino più cattivo (che ho avuto modo di provare anche se per poco) e visto che le potenzialità ci sono, la cosa mi ha un po? deluso. Non che vada male, anzi, risulta dolce come la cioccolata, ma se siete sui 5-6000 scordatevi il sorpassone secco e bruciante. Basta però avvicinarsi agli 8000 per sentire che la musica cambia letteralmente (sembra come se prima il motore vi stesse prendendo in giro). State dicendo nel casco: ?urca quanto cambia!!? e arriva il calcione dei 10000 veramente molto gustoso; l?anteriore decolla col colpetto anche in seconda senza esitare ed in prima è bene caricare l?anteriore se si arriva a quei regimi col gas già spalancato in precedenza (e le velocità sono già molto alte); se avete poco spazio davanti a voi, il gusto diventa terrore. Questa moto agli alti spinge fottutamente forte, più forte della Tuono nella sua fascia ottimale e non di poco. La domanda è: ha senso avere questo tipo di erogazione su di una nuda? Questa Yamaha pretende che voi siate disposti a dare la vita (e non è metaforica l?immagine) per stare dietro al vostro amico con la Tuono, ma se avete abbastanza fegato, potreste anche stare avanti.
Quale comprare? Dipende dai vostri gusti. Io così forte come sulla Tuono non sono mai riuscito ad andare, ma forse la FZ1 è più adrenalinica (e meno sfruttabile). Chi vivrà, vedrà.
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Zuzz il lunedì 24 aprile 2006, 22:02, modificato 1 volta in totale.