Ciao, la lavorazione dei materiali compositi è tutt'altro che facile... la buona manualità non sempre basta... alle volte serve pure una buona dose di fortuna! E non chiedermi perchè!
Innanzitutto considera che la VTR non è nient'altro che un tessuto vetroso imbevuto in una matrice resinosa... la resina viene combinata miscelando due liquidi (la resina ed il catalizzatore) in proporzione.
La posa della resina si effettua su uno stampo che puoi realizzare autonomamente in cartapesta rinforzata oppure in gesso : ricopri con della pellicola da cucina il pezzo ed esegui uno stampo col materile prescelto... alcuni pezzi come il parafango si possono realizzare con un solo stampo, mentre altri necessitano anche di un controstampo (attenzione ai sottosquadri!!!)...
Come si cominciano i lavori?
Una volta ottenuto lo stampo lo si isola con dell'isolante per resina e si procede con la stesura del "gel coat" che è una resina differente da quella che userai per impregnare il tessuto e che praticamente formerà lo strato a vista... qualora decidessi di far intravvedere la trama del tessuto userai gel coat trasparente, altrimenti procederai con una bianca... quello che otterrai è quel tipico strato bianco dall'aspetto lucido della vetroresina... quello è il gelcoat...
Dopo aver steso il gelcoat e lasciato indurire comincerai a stendere la resina liquida e il tessuto... questo andrà imbevuto il più possibile, steso con un piccolo rullo e picchiettato, verranno rimosse le bolle d'aria e le pieghe del tessuto stesso.
Il tessuto verrà posato in più strati e con direzione delle fibre perpendicolari tra loro nei diversi strati; meglio posare gli strati quando la resina dello strato sottostante non è del tutto indurito, al fine di eliminare gli eccessi di resina e di ottenere un miglio legame tra i deversi strati della matrice.
Se hai realizzato anche un controstampo (con i relativi canali di sfogo per il materiale) lo isolerai e lo userai per compattare il materiale.
Rifinitura: si leva il pezzo di vtr dallo stampo soffiando con dell'aria compresa tra il pezzo e lo stampo... successivamente ri provvede con un dremel e qualche fresa non eccessivamente abrasiva (per intenderci non da metallo) a rifinire gli eccessi di resina, effettuare i fori; poi si lucida con paste abrasive o gommini... anche il sidol sotto spazzola rotante è un toccasana!
Questo è il procedimento a grandi linee... poi i tempi d'indurimento dipendono dal tpo di resina che usi (autopolimerizzante o termopolimerizzante)... la matrice stessa può essere di diversa natura (consiglio la resina epossidica)... il tessuto ha una sua grammatura e tessitura... insomma: c'è solo l'imbarazzo della scelta!
Da odontotecnico-studente dentista posso dirti che lavorare la vetroresina richiede una buona manualità (soprattuto in fase di picchiettatura e rifinitura): io ci ho trovato le stesse difficoltà riscontrate nella resinatura della mia prima dentiera!
Però è una cosa che da soddisfazione... i primi pezzi saranno sicuramente ricchi di bolle (a partire dal gelcoat... quelle le dovrai stuccare) e dallo spessore disomogeneo (perchè tra uno strato e l'altro di tessuto si lascia della resina a fare strato)... la stessa stesura del tessuto inizialmente non sarà parallelo, ma sfibrato e alla peggio con delle pieghe! Insomma, all'inizio ci vuole una buone dose di fortuna e occhio...
Se hai intenzione di cominciare ti consiglio di prendere dei paratacchi, fare un calco di gesso (ti consiglio del gesso extraduro per modelli, perchè resistente alla scalfitura, non sfalda e non è poroso, alias ti permette di ottenere delle superfici lisce), usare della resina epossidica, prendere confidenza con i tempi di plasticità ed indurimento prima di immergerci il tessuto (una volta indurito non si rimuove più) e con il micromotore (dremel) per non rischiare di fresare mezzo paratacco al momento della rifinitura!
Garantito che una volta appreso il gioco non ti fermi più: sono soddisfazioni; tutt'ora realizzo qualcosina, ma serve tempo... ed un garage arieggiato: la resina puzza!
Attenzione: il catalizzatore contiene sostanze radicali, volatili e facilmente inalabili, irritanti per le mucose respiratorie e per la cute, pertanto ti consiglio di lavorare in un ambiente protetto da polvere, ma allo stesso tempo arieggiato, con l'ausilio di mascherina e guanti!
Scusa il poema... buon divertimento!
