"Vivo ora la mia gestazione, e trasformo i pensieri in segni"
Jovanotti e i suoi primi 40 anni
"Tornerò bambino da grande"
"Mi sento uno studente che mette in discussione il linguaggio"
A settembre un libro fotografico per festeggiare il compleanno
<B>Jovanotti e i suoi primi 40 anni<br>"Tornerò bambino da grande"</B>
Lorenzo Cherubini
MILANO - Si sente come Pinocchio, un "parto ritardato", "vivo ora la mia gestazione, tornerò bambino da grande". Cerca espressioni poetiche Lorenzo Cherubini per dire che alla soglia dei quarant'anni, sente di aver trovato lo spazio per crescere, lui che grande c'è diventato da giovanissimo con tutto quel successo quand'era Jovanotti. Quello che chiama "il buio necessario" è il guscio nel quale sono nati il disco Buon sangue (nel 2005), il tour e il dvd live presentati oggi a Milano. Con un'avvertenza da parte dell'autore: "Nel dvd non troverete ideologia, discorsi, ma molto suono e poco parlato".
Ma la premessa non inganni, Lorenzo non ha messo da parte gli interessi, umani e politici, dei quali spesso si è fatto portavoce. "Non si tratta di abbandonare le cose - spiega - ma di trasformare i pensieri in segni, in canzoni: è la differenza che c'è tra un saggio e un romanzo, io leggo più saggi perché mi sembra che insegnino di più, però è uno sbaglio, in realtà la poesia è più efficace del linguaggio divulgativo".
Questo, spiega, è stato l'anno della sua "riconciliazione con il ruolo di entertainer, di artista pop, perché pop - dice - è la parola più bella del secolo, una piccola esplosione in bocca". E il ritorno all'attitudine più comunicativa "passa attraverso il disco, il live, il dvd" e un nuovo progetto, Electrojova/Buon sangue dopato, nel quale a remixare i brani del suo ultimo cd ci sono tutti i più importanti dj e producer italiani, dai Planet Funk a Ralf, da Coccoluto ai Motel Connection. Lorenzo l'ha presentato con una festa al Rolling Stone di Milano alla quale hanno fatto un salto anche Cesare Cremonini e i Negramaro: "Mi ha fatto piacere, in fondo sono il più grande di una certa generazione di artisti".
Da questa consapevolezza nasce anche quella "sfida della contemporaneità" che occupa i pensieri dell'artista: "Sul palco, in tour, mi sono sentito uno sperimentatore, uno studente che mette in discussione il linguaggio che ha usato fino ad allora, cercando qualcosa che ho trovato tutte le sere". In questo senso, anche se è alla soglia dei 40 - che festeggerà con un libro fotografico in uscita a settembre per Rizzoli - Lorenzo non considera il suo primo dvd come una iniziativa celebrativa, perché "assume invece il senso di un debutto: con il linguaggio d'oggi voglio comunicare con la mia generazione e con quella più giovane".
Un'esigenza dettata anche dai tempi, "non ci sono tribù ideologiche - osserva l'artista - c'è un caos stimolante, una mancanza di punti di riferimento che rende questi anni eccezionali per chi scrive canzoni". E lui - che in questo momento, dopo album, tour, dvd, progetto remix e una nuova tranche di concerti estiva, si dichiara "in astinenza compositiva" - dove vuole arrivare lo sa bene: "Mi interessa essere appuntito in ciò che faccio, perché scrivere belle canzoni che comunichino qualcosa del proprio tempo è proprio una gran cosa".
repubblica.it
(10 maggio 2006)








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