L'accusa di Confedilizia al governo
"La riforma del catasto farà triplicare la base imponibile dell'Ici ed è una manovra che ha l'unico scopo di fare cassa". Parole dure che vengono dal presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, il quale ha replicato alle dichiarazioni al riguardo del sottosegretario Alfiero Grandi. Le dure dichiarazioni sono arrivate al convegno organizzato dalla stessa confederazione.
"Come Grandi possa affermare che 'anche Confedilizia riconosce che, con la riforma degli estimi proposta dal governo, non ci saranno nuove entrate dagli immobili' è un mistero eleusino di cui non ci sappiamo capacitare" sottolinea Sforza Fogliani.
Forse Grandi, aggiunge, "avrebbe fatto meglio a venire al convegno: avrebbe capito bene il pensiero della Confedilizia senza bisogno di avventurarsi in acrobatiche interpretazioni e, soprattutto, si sarebbe finalmente aperto a quel confronto che da più tempo Confedilizia chiede al ministero e che continua a essere negato".
Insomma, secondo i vertici di Confedilizia la riforma del catasto "ha il solo e chiaro proposito di fare cassa". E anche se il governo ha promesso che le novità previste saranno a saldo zero, quindi che non è un'operazione per fare cassa, "all'orizzonte si profila a carico di condomini e proprietari di casa una manovra a tenaglia". Per il presidente di Confedilizia il paese non ha bisogno di questa riforma ma dovrebbe invece "dotarsi di un catasto probatorio". Insieme a Confedilizia alcune organizzazioni, (Fiaip, Appc, Unioncasa, Aspesi, Ampic, Cnr casa, Anbba, Asages, Confcasalinghe, Cites, Alac, Assindatacolf, Coram, Fimpe, Assotrusts e Gesticond) hanno quindi rivolto un appello al parlamento e al governo per chiedere che al catasto "venga conservata una sua funzione oggettiva".
La promessa di una invarianza di gettito, in seguito alle modifiche che saranno introdotte con le norme contenute nel disegno di legge all'esame della Camera, secondo le organizzazioni, è una "semplice chimera". Perchè l'Ici "si troverebbe ad avere una nuova base imponibile e la stessa cosa avverrebbe per tutte le altre imposte commisurate al valore catastale degli immobili".
Le organizzazioni chiedono quindi al governo che venga rispettata "quella certezza del diritto e dei tributi che, in uno stato di diritto, sola può assicurare la condivisione del dovere fiscale". Le organizzazioni, inoltre, lamentano "la gravità della norma contenuta in finanziaria che obbliga gli agenti immobiliari al pagamento, in solido con i propri clienti, dell'imposta di registro per le scritture private non autenticate di natura negoziale. Per la prima volta in Italia una categoria è tenuta per legge a provvedere al pagamento delle imposte per i propri clienti".
MA SCUSATE.... E IL TESORETTO CHE FINE HA FATTO?





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