Messaggioda Ginopilotino » mercoledì 9 maggio 2007, 11:20
25 anni... me lo ricordo ancora, con la macchina che, dopo averla vista decollare nell'angolo dell'inquadratura, riappare roteando in aria mentre Gilles vola via ad una velocità pazzesca con destinazione quel maledetto palo della recinzione.
Avevo 10 anni al tempo, e stavo guardando le prove con mio padre, grande appassionato di motori.
Io rimasi meravigliato, non capivo molto cos'era successo; lui invece, che era un suo grande tifoso, ammutolì, in quello stato di commozione di chi sa cosa è successo.
A ripensarci ora mi viene un brivido.
E' vero, era un pazzo scatenato, guidava come se di lui, di Dio e degli uomini non gliene importasse niente, come se fosse consapevole che in ogni caso sarebbe diventato una leggenda; è vero, era un pericolo, per sè e per gli altri.
Ma come lui, col suo talento puro e assoluto, con la sua visione della velocità, della competizione e della guida, non ho mai visto più nessun altro; non Senna, forse il più grande in assoluto dell'era moderna, con la sua guida perfetta e la sua devastante determinazione, non Schumacher, con il suo assoluto controllo di tutto quello che succedeva dentro e fuori la sua macchina. Lui era un animale in caccia, arrivava sulla preda e la travolgeva attaccandola da tutte le parti, controllava la macchina quando questa era senza controllo, è stato l'espressione massima dell'arte della guida.
Per quel poco che l'ho potuto vedere, e ne ho potuto capire al tempo, grazie Gilles. Adesso capisco mio padre