I generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa, sono stati assolti, in maniera definitiva, «perchè il fatto non sussiste». Una soluzione che l'Avvocatura dello Stato e la procura generale della Corte d'Appello di Roma avrebbero voluto evitare puntando alla riformulazione dell'assoluzione perchè «il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato», in base alla legge 85/2005, entrata in vigore tra la lettura del dispositivo della sentenza di secondo grado e la pubblicazione delle sue motivazioni.
«Amarezza e disagio» sono stati espressi dal sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Luigi Ciampoli, in merito all'intera vicenda processuale legata alla strage di Ustica. Prima che la Corte di riunisse in camera di Consiglio, Ciampoli aveva detto ai giornalisti: «Quel che è certo è che anni di vicende processuali non hanno stabilito come e perchè sono morte 81 persone. Il processo era iniziato per accertare le cause del disastro, mentre oggi le imputazioni sono del tutto diverse e 81 vittime, insieme a tutta l'Italia, attendono ancora di sapere cosa è successo».
Proprio i familiari delle vittime, però, si sono dimostrati tra i meno interessati alla sentenza di Piazza Cavour: «Non ci importa del risarcimento - ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione dei familiari della vittime - oggi il problema torna alla politica che deve difendere la dignità nazionale. Il governo chieda conto ai Paesi coinvolti di quel che è successo. Paesi che sino ad ora sono stati reticenti».
Secondo l'avvocato Alfredo Galasso, legale in precedenti processi dei familiari di alcune vittime, la sentenza della Cassazione «consegna definitivamente alla storia come "mistero" la strage di Ustica. Esprimiamo profonda amarezza e indignazione per ciò che è accaduto. Una vicenda anomala sulla quale in 27 anni non è stata fatta luce. Una vicenda su cui però noi conosciamo la verità, e cioè che fu un atto di pirateria aerea per la quale non ha pagato nessuno».
Per i due generali che erano imputati nel processo, si è trattato della «fine di un incubo». Il generale Lamberto Bartolucci ha espresso soddisfazione «per la riconosciuta estraneità e per quella che è ormai una incontestata e accertata verità». A parere del suo avvocato, Vincenzo Crupi, «si è trattato di un processo costruito solo su sospetti e, anche se attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Cassazione, possiamo con molta pacatezza descrivere tutta la vicenda processuale come una delle più gravi vicende giudiziarie, una ingiustizia inspiegabile che la storia finalmente giudicherà con obiettività».
«Finalmente la mia onestà è stata riconosciuta definitivamente» ha commentato il generale Franco Ferri. Secondo il suo avvocato, Enzo Musco, la sentenza «dimostra che i generali hanno trovato finalmente il loro "giudice a Berlino": in questo modo si chiudono per sempre tutte le manovre politiche».
Il capo di Stato maggiore dell' Aeronautica, generale Vincenzo Camporini, ha detto: «Attendevo serenamente il pronunciamento della Suprema corte che ora ha scritto la parola fine a questa sofferta vicenda giudiziaria. Le ombre che per molti anni sono state ingiustamente gettate sulla Forza armata tramite l'imputazione dei suoi vertici si sono definitivamente dissolte».
scritto da Rodolfo Belcastro libertà on line












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