dania_shark ha scritto:Purtroppo l'avevo già letta....hai fatto bene a postarle Jules...io non ci ho pensato....
Ha ragione Gererebellum....andiamo in pista e per strada col cinquantino!!!
Mi spiace contraddirvi entrambi.
Come motociclista posso anche essere concorde, meglio la pista.
Ma per il resto?
Il principio di eguaglianza? Di giustizia? Il senso civico?
Ma dove c.a.z.x.o. sono finiti i valori della Persona?
Io quando guido ho ben presente che muovo una massa di 1150kg a velocità che la moltiplicano alquanto e che tale massa, se incontrollata, può essere letale per me...ma anche per altri.
Questo ha valore in denaro? No.
Nella cittadina di utopia quando mi avvicino alle strisce i veicoli sullla strada rallentano e si fermano per farmi passare.
Nella cittadina di utopia quando sono in prossimità di un semaforo ancora verde rallento ragionevolmente pensando che potrebbe sovvenire l'arancione e nel caso mi fermo senza il terrore di essere tamponato brutalmente.
Nella cittadina di utopia quando pedalo sulla mia bicicletta posso anche metterci un momento a partire al semaforo senza timore di essere schiacciato da chi vuole girare a destra prima di me.
Nella cittadina di utopia quando rallento per leggere il nome di una via nessuno fa partire la cavalcata delle Valchirie perchè sto creando un ingorgo.
Nella cittadina di utopia nei pressi delle rotonde si rallenta.
Nella cittadina di utopia quando un motociclista vuole sorpassare sul dritto mi scanso leggermente e quanto più possibile dacchè la strada lo consente e magari rispondo al saluto quando mi fa un cenno di ringraziamento.
Nella cittadina di utopia quando vedo un posto libero ma qualcuno è arrivato già in prossimità proseguo nella ricerca anzichè provare ad entrare in testacoda per anticiparlo.
Nella cittadina di utopia...le persone sanno di tornare a CASA una volta usciti in strada.