(non di sola moto e gnocca vive l'uomo...
chicca di futbòl memorabilia saccheggiata impunemente a un amico, che ringrazio Sono cresciuto a pane e calcio: fin dalla tenera età di 6 anni ho cominciato a frequentare i gelidi gradoni del Mirabello, iniziando quel lungo rapporto amore-odio che tutt'ora conservo con il pallone. Ho assistito in tanti anni a scene memorabili: il cesso e la bicicletta buttate in campo in Reggiana-Spezia, 4 tifosi della Ternana che passarono tutta la partita a insultare i loro giocatori e a buttare acqua gelida al loro portiere, una signora tifosa della Salernitana scagliarsi contro i distinti (con la conseguenza di 2000 persone che gli urlavano "pom.pinara", classico dialogo calcistico sui massimi sistemi).
Ma per cementificare la mia passione ho dovuto attendere due momenti: uno fu la prima, mistica visione dell'Arsenal, l'altra fu la scoperta di una squadra fantastica e ahimé dimenticata: l'Eintracht Francoforte.
Correva l'anno 1991 quando, in una delle prime apparizioni di Telepiù, vidi giocare questa splendida squadra. l'allenatore si chiamava Scepanovic: pancia da bevitore, sigaro sempre in bocca, baffoni e capelli lunghi da attore di film di Kusturica. Allenava una squadra sbilanciatissima, nella quale coesistevano nell' ordine:
1) Maurizio Gaudino: talentuoso centrocampista d'origine italiana, barba incolta e capello lungo da post-sbornia, talento cristallino ma innata passione per il traffico illegale di automobili che acquistava a basso prezzo e rivendeva da qualche parte nel mondo (tutto vero e documentato);
2) Andy Moeller: all'epoca giovanissimo ma già con i crismi della sua futura carriera: tanta classe e testa zero, attaccabrighe fino al paradosso (praticamente il mio clone);
3) Jay Jaty Okocha: anche lui giovanissimo e già allora del tutto superfluo quanto spettacolare con i suoi dribbling inutili e la sua percentuale assurda tra gol segnati e tiri effettuati ( 1 su 52, praticamente lo stesso rapporto delle affermazioni sensate dette da Borghezio nella sua vita);
4) Uve Bein: volto gelido da guardia del check point di berlino est ma un piede sinistro meraviglioso e una intelligenza tattica senza paragoni;
5) Yeboah: talento ghanese di potenza fisica mostruosa, età imprecisata e dubbia condotta di vita (diversi processi per evasione fiscale) ma anche l'unico uomo al mondo capace di uccidere con una pallonata (di destro o sinistro) tanto era potente;
6) Schulz: faceva la guardia giurata in un centro commerciale; Scepanovic lo incontrò e davanti ad una birra gli offrì di tornare a giocare; successivamente passò al borussia dortmund e vinse tutto.
Con quella meravigliosa squadra l'Eintracht perse uno scudetto praticamente già vinto nel 1991-92, fece ancora qualcosa negli anni successivi (quarti di coppa uefa) poi iniziò un lungo declino. Ricordo che l'ultima volta che lo vidi in Bundesliga schierava una squadra improponibile con in attacco un lungagnone norvegese di 33 anni e un attaccante africano lento e inguardabile.
Però quella meravigliosa parentesi è rimasta nel mio cuore e soprattutto ora, nell'epoca dei Cervia, delle supermoviole, del doping, il ricordo di Scepanovic e della sua banda mi suscita ancora emozione. Sempre forza Eintracht!


