Piccolo riassunto: dopo la laurea triennale in informatica, a luglio scorso, ho subito trovato lavoro in una piccola azienda qui a Pisa. Bella esperienza, eccetto per il fatto che il mio contratto a tempo indeterminato, iniziato a luglio 2010, è terminato ben due mesi dopo a causa di difficoltà economiche dell'azienda stessa.
Senza volerlo quindi mi ritrovo nella stessa situazione di quando mi sono appena laureato, e con le stesse idee e propositi in testa, che la "prima volta" non ho dovuto affrontare per via del lavoro che ha quasi trovato me.
E le idee sono... continuare a studiare, facendo un Master, trovarmi un lavoro o fare un'esperienza all'estero? Non è quello che vi sto chiedendo, anche perché è un argomento così vasto e pieno di variabili soggettive e oggettive che non potreste dare un giudizio concreto.
Vi dirò quindi che, anche rifiutando due nuovi lavori, e salvo ripensamenti, ho deciso di passare un (breve, per ora) periodo all'estero, più precisamente a Dublino. I miei piani sarebbero di fare un corso intensivo di inglese di due settimane, e poi vedere se mi trovo bene: in caso positivo, proverei a trovare un impiego decente, mandando curriculum a palla (Google
) e sperando di avere fortuna. In caso contrario, tornare in Italia e riprendere a lavorare.Veniamo quindi alle mie domande (richiesta di opinioni sarebbe più corretto).
Due settimane di corso di inglese (e di vita all'estero) saranno sufficienti per affrontare un colloquio di lavoro serio? Diciamo che il mio livello attuale è "upper-intermediate".
Sbaglio a pianificare inizialmente un periodo di solo un mese per la mia permanenza o dovrei dall'inizio cercare una stanza fissa e un impiego?
Faccio bene a rifiutare due lavori (a dire il vero privi di grosse prospettive future e neanche particolarmente ben pagati) per "tentare la fortuna" e fare un esperienza del genere?
... è nato prima l'uovo o la gallina?





e in bocca al lupo




e alla fine per ora sto dove sono
