Che cosa cercano gli utenti?

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Che cosa cercano gli utenti?

Messaggioda Bendo » martedì 8 agosto 2006, 20:07

Quanto vale il settore dell'informazione?
Che cosa da la possibilità agli utenti di avere un loro spazio gratuito ove "aggregarsi virtualmente"?

Ecco qualche numero...

repubblica.it

SCIENZA & TECNOLOGIA
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Un affare da 900 milioni di dollari nei prossimi tre anni e nove mesi
per uno nuovi settori di Internet più promettenti dal punto di vista economico
Accordo tra Google e Murdoch
una partnership per MySpace
di ALESSANDRO LONGO

<B>Accordo tra Google e Murdoch<br>una partnership per MySpace</B>

Rupert Murdoch
PATTO d'acciaio tra due potenti, Google e Rupert Murdoch, per il dominio su una novità di Internet: Google pagherà 900 milioni di dollari nei prossimi tre anni e nove mesi per diventare partner esclusivo di MySpace. La News Corp di Murdoch (che controlla fra l'altro Sky) aveva acquistato questo sito di social network per 580 milioni di dollari l'anno scorso. Un bel colpaccio, quindi, per il magnate australiano, che con Google rientra con gli interessi dell'investimento.

Il magnate è stato lungimirante. Aveva intuito, quando ancora MySpace era "in fasce", che sarebbe diventato parte di una nuova e promettente moda di Internet: i social network, cioè i siti di reti sociali. Mettono in contatto migliaia di utenti in base alle loro passioni e stanno avendo, negli ultimi mesi, un grande successo.

Da maggio 2005 a maggio 2006 MySpace ha aumentato del 230 per cento il numero di utenti, balzando a quota 51,4 milioni (secondo un rapporto di comScore) ed è diventato uno dei dieci siti più visitati in America superando gli analoghi social network lanciati da Yahoo! e Microsoft. I quali si scoprono adesso sconfitti due volte: anche da Google, che con questo accordo strappa a Yahoo! il controllo della pubblicità su MySpace e batte sul tempo anche Microsoft.

In base all'accordo, che partirà nell'ultimo trimestre dell'anno, Google sarà fornitore esclusivo dei servizi di ricerca e di pubblicità basata su parole chiave per MySpace. Significa che in autunno, sulle pagine dei milioni di utenti che si sono registrati a MySpace, appariranno box con il motore di ricerca di Google. Gli utenti potranno ricercare parole chiave all'interno di MySpace o nel Web; appariranno, tra i risultati, anche i link pubblicitari degli sponsor di Google. Google venderà quindi la pubblicità su MySpace, sfruttandone il grosso bacino di utenti in espansione, e dividerà le entrate con News Corp.

A Google interessa essere in prima fila in questo business perché i social network si sono rivelati una grande calamita per gli utenti. E in futuro, se la scommessa di Google si rivelerà esatta, lo saranno anche per la pubblicità. Ne è convinto l'osservatorio di ricerca newyorchese eMarketer: in un recentissimo rapporto stima che le entrate pubblicitarie sui social network saliranno dai 350 milioni di dollari del 2006 ai 2,5 miliardi del 2010, nel mondo.

MySpace la farà da padrone: essendo il social network più famoso, riceverà buona parte degli sponsor, tra i quali già si annoverano grandi marchi, soprattutto automobilistici, di fast food, di prodotti per i giovani. Non a caso a questo mercato sono molto interessati anche gli altri big di Internet. Microsoft, che ha appena lanciato Windows Live Space, un'evoluzione di Msn Space, aggiungendo nuove funzioni per entrare in contatto con i propri amici del network. Yahoo!, con Yahoo! 360. E da quest'inverno, anche Aol, con il servizio Aim Pages.

Il successo di MySpace e dei social network ha anche un rovescio della medaglia, che impensierisce gli utenti e che potrebbe rovinare i sogni di gloria di chi ci ha scommesso. Il boom di pubblico sta attirando anche persone poco raccomandabili: pirati informatici, che diffondono virus, trojan, spyware attraverso banner; maniaci e adescatori, che sfruttano il giro di contatti per avvicinare minorenni.

A fine luglio il surplus di utenti e di pirati ha mandato in tilt MySpace, rimasto irraggiungibile per alcuni giorni. Contro il problema degli adescatori sta facendo strada una proposta di legge, negli Stati Uniti, per vietare i social network dalle postazioni Internet pubbliche (scuole, biblioteche, istituzioni). Questo mentre Microsoft promette di affrontare il problema della sicurezza e della tutela dei minori con un software, in arrivo quest'autunno in Italia, con il quale i genitori potranno limitare il numero e il tipo di persone contattabili dai propri figli su questi siti.


(8 agosto 2006)
"Piego, quindi sono."
(Joe Bar)
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molte osservazioni e poco ragionamento conducono alla verità."
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Messaggioda mephistophele » mercoledì 9 agosto 2006, 7:31

SE, e dico SE, rispetteranno la privacy, questo è un esempio di quello che il mondo internet può dare di utile agli utenti.
Fermatevi un secondo a pensare, 10 anni fa andavate in biblioteca a cercare informazioni per una ricerca scolastica. Oggi, se siete onesti e non la scaricate già fatta, potete accedere alla più grande biblioteca dell'universo dalla scrivania di casa e leggere tutto quello che volete...e soprattutto, siete voi a scegliere se quello che leggete lo ritenete vero o no, perchè non c'è un solo editore che vi propina il "sapere".
Non mi fidavo dell'avantreno e così ci ho messo una ruota in più!

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Messaggioda Ginopilotino » mercoledì 9 agosto 2006, 10:46

qualche mese fa mi ci ero iscritto per dare un occhio da dentro a queste nuove realtà di comunicazione e non mi ha fatto una gran bella impressione; innanzitutto il fatto che uno spazio di aggregazione libera, quale poi di fondo già internet è, sia gestito e controllato da Rupert Murdoch mi sembra una contraddizione in termini; è un po come andare ad una festa antiproibizionista :canna: in un circolo di Forza Italia :rido:

poi che dietro a questa "libera" aggregazione ci sia un giro di mezzo miliardo di dollari è una cosa che mi piace ancora meno

tra l'altro le policies sui diritti di ciò che ci girava sopra hanno già scatenato una rivoluzione che ha portato all'allontanamento di un po' di gente e costretto la società a fare dei cambiamenti: in pratica su tutto il materiale pubblicato su myspace la società titolare aveva licenza non esclusiva, senza royalty, a livello mondiale per copiare, modificare, vendere, utilizzare in pubblicità, trasmettere e quant'altro venisse loro in mente.
su questa cosa solo due semplicistiche considerazioni:
- con 60 milioni di utenti che scrivono e pubblicano poesie, scritti, musica, immagini e filmati, quante migliaia di "buone idee" gratis si può trovare il signor Murdoch?
- se per caso i nuovi U2 ancora 16enni per farsi conoscere pubblicano su myspace il loro primo acerbo album, quanti soldi ne può ricavare, ancora una volta gratis, il signor Murdoch?
Ancora non so come siano state cambiate le policies sui diritti d'autore, perchè leggere i contratti di utilizzo del servizio una volta mi è bastato ed avanzato, ma in rete non ho ancora trovato delle buone notizie in merito.

Per finire in breve solo altre due punti oscuri, anzi direi buchi neri:
- la privacy in myspace NON esiste, tu pubblichi il tuo profilo e chiunque può liberamente accedervi, coi tuoi gusti, le tue idee, quanto sei alto, che faccia hai, etc...; svariate fonti facilmente reperibili in internet, e non solo quelle che arrivano da ottusi integralisti della controinformazione, parlano dello sviluppo da parte dell'NSA (ideatori e realizzatori, fra le altre cose, di Echelon) di sistemi di analisi il più possibile automatizzati di queste nuove realtà, dove la privacy che tutti chiedono è consapevolmente e scientemente ignorata dagli utenti stessi.
- al giorno d'oggi basta che si riceva una mail da sconosciuti con scritto che una bambina sta morendo di leucemia perchè gente dal cervello di solito funzionante si trasformi nel miglior esemplare esistente di pesce boccalone; mi immagino cosa possa succedere in uno spazio del genere dove si è tutti amici e tutti fratelli...

Penso in definitiva che uno spazio così dovrebbe avere delle regole ben precise e degli strumenti di controllo e di difesa dall'esterno che forse sono ancora da studiare e che secondo me dovrebbe essere la comunità stessa a pensare e sviluppare, e non affidare il tutto a terzi e per giunta così interessati; 60 milioni di utenti son tanti, è come se in Italia si decidesse di comporre governo e camere con il consiglio d'amministrazione della Microsoft; qualcuno potrebbe dire che sarebbe in ogni caso meglio di come è adesso, però...
Ultima modifica di Ginopilotino il mercoledì 9 agosto 2006, 12:48, modificato 1 volta in totale.
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Bigorrah! Cos'è codesto barrito? Voce di aliofante salvatico?

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Messaggioda mephistophele » mercoledì 9 agosto 2006, 12:45

Ginopilotino ha scritto:
Penso in definitiva che uno spazio così dovrebbe avere delle regole ben precise e degli strumenti di controllo e di difesa dall'esterno che forse sono ancora da studiare e che secondo me dovrebbe essere la comunità stessa a pensare e sviluppare, e non affidare il tutto a terzi e per giunta così interessati; 60 milioni di utenti son tanti
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