Messaggioda Bendo » giovedì 15 giugno 2006, 21:54
Controllo, prima di tutto
di Gino de N.
?Quattro ruote su strada...ma da guidare?! In questa nostra realtà, sempre più veloce, sempre più contraddistinta da una frenetica mobilità, ovvero capacità e necessità di spostamento, nemmeno riusciremmo ad immaginare la quotidianità priva di uno degli strumenti che più comunemente ci consente il movimento: l'automobile, ?quattro ruote su strada...ma da guidare?! Ricordo le raccomandazioni dei miei genitori il giorno in cui mi ?affidavano? la tanto attesa patente di guida per la mia prima uscita autorizzata in auto da solo. Di mio padre, che da piccolo mi lasciava guidare sulle sue gambe, prima che, raggiunti i pedali, mi impartisse lezioni di guida, ricordo i consigli, a completamento di quegli insegnamenti, quasi da stampare su quella carta rosa, ad allertare ?prudenza, attenzione, serietà nel gestire un mezzo che, se mal usato, diventava un'arma?. Io invece, più frettolosamente, pur per fortuna senza sminuire quel momento, pensavo maggiormente alla mia conquista, finalmente: libertà, autonomia e soprattutto piacere di guida, io, l'auto e la strada. L'automobile, per alcuni come mio padre utilitaria in quanto tale, nel senso di strumento che serve appunto per una qualche utilità, per me ragazzo, come per tanti, solo quattro ruote e un volante capaci di darmi le ali. Ma si sa la passione va coltivata ed educata. Così maturava in me la sintesi: l'automobile diveniva prima di tutto uno strumento da ben controllare, da guidare, appunto, a prescindere dalla sua destinazione d'uso. Volendo stilare quasi una lista per punti dei vantaggi e rischi della guida, sicuramente è da annoverare tra i vantaggi la facilità e velocità di spostamento. Ma di certo sono da considerare positivi tutti i risvolti in termini economici. Ma poi, aspetto che più mi coinvolge, vedo positivo il concepire questo strumento come ?emittente di sensazioni?, e non solo quelle di libertà e indipendenza, ma anche di puro piacere di guida, anche quello quotidiano da gustare nell'affrontare ogni curva, ogni scalata di marcia. Ancora il formarsi di una sorta di categoria sociale, quella degli automobilisti, che sia spontaneamente scaturente o organizzata in club. Il rovescio della medaglia sta purtroppo nelle brutte ma continue notizie di incidenti, spesso mortali, a prescindere dalle svariate cause. Perché no nella caotica condizione delle città, ingarbugliate nel traffico, e nell'altra e più problematica forma di inquinamento, quello atmosferico. Ma le cose da dire sarebbero troppe. Si investa, ancor più di quanto già per fortuna si fa, in maggiori e più tecnologiche soluzioni per la sicurezza. E non solo delle auto ma anche delle strade percorse. Esisterebbero, inoltre, tecnologie più ecologiche che andrebbero oltre le illusioni delle norme Euro 3, 4..., ma si scontrano con i trust dei mercati economici. Ma riportiamo il discorso all'automobilista. Premesso che non tutti debbano per forza essere assi del volante (molti sono solo costretti dalle circostanze all'uso dell'auto), e che comunque nessun ?autoreferente pilota? è preservato dai pericoli, si dovrebbe partire da un'idea della strada non solo come luogo di probabili insidie, ma anche come luogo comune e perciò percorribile anche da altri, motivo per cui la nostra coscienza deve spingerci al rispetto. Per ognuno c'è la possibilità di essere ?più sicuri al volante?, limitare le insicurezze, riuscire a far fronte alle insidie, con una buona preparazione: ?educazione ? stradale?, a partire dalle scuole e poi corsi di guida sicura. Guidare non è solo avere un volante in mano, ma saperne fare un uso più sicuro, per la propria ed altrui incolumità, col risultato di un più sereno piacere di guida.
"Piego, quindi sono."
(Joe Bar)
Bendo

"Poche osservazioni e molto ragionamento conducono all'errore,
molte osservazioni e poco ragionamento conducono alla verità."
(Proverbio cinese)