da motonline
Postato il 2011 in etica motociclistica
Moto di cilindrate assurde e con gadget del tutto inutili invadono un mercato che avrebbe bisogno di puntare sul concreto più che sul superfluo. È tutto un sistema che deve darsi una regolata
La benzina è salita alle stelle per le reiterate speculazioni dei petrolieri. Molti Paesi produttori di petrolio, e in particolare la Libia, che copriva buona parte del nostro fabbisogno, sono afflitti da gravi sconvolgimenti interni, quindi è prevedibile che l’impennata dei costi energetici – carburante per autotrazione in primis – perduri.
In questo panorama le industrie motociclistiche sfornano in continuazione modelli di sempre maggior cilindrata. E il pubblico dei motociclisti italiani sembra non fare una piega: le moto di 1200 cc stanno diventando un best seller e la faccenda, a mio parere, è molto negativa perché esprime solo una irrazionale e deleteria ansia di appagamento attraverso il possesso del superfluo.
C’è la crisi, mi si spiega, quindi il fenomeno delle maxi cilindrate ha una sua ragion d’essere nella mantenuta ricchezza di pochi, mentre cala la propensione all’acquisto da parte dell’utente medio che si sarebbe rivolto a modelli meno “esagerati”. Sarà, ma il fatto che la BMW R1200GS sia la motocicletta (scooter esclusi, naturalmente) più venduta sul mercato nazionale, e la tendenza delle novità esposte a Milano non confermano completamente questa tesi.
C’è dell’altro. Probabilmente è arrivato il momento di ridimensionare il nostro sistema di vita dopo una crescita frenetica. La crisi è nata dalle conseguenze catastrofiche e assolutamente prevedibili di speculazioni finanziarie in cui la componente di rischio era sottovalutata e comunque eccessiva. La finanza ha ubriacato tutti e garantito a qualcuno grandi guadagni, ma non poteva durare, come non durano e non fruttano le catene di Sant’Antonio. Adesso qualcuno dovrà provvedere affinché tutto questo non si possa ripetere, ponendo limiti anche al grande gioco internazionale della finanza.
La stessa ubriacatura vale per i motociclisti e gli automobilisti: ubriacatura di prestazioni – assurde e prese per i fondelli da limiti di velocità ridicoli – ubriacatura di gadget inutili: oggi sembra di non poter fare a meno di un computer di bordo che magari ti dà un metallico buongiorno e ti dice che piove mentre ti stai annegando sotto il diluvio. E che domani magari ti offrirà elettronicamente un bel boccale di birra fresca. Qualcuno lo scambierà certamente per progresso.
Moto di 700-800 cc oggi sono in grado di offrire la stessa sicurezza, la stessa comodità e le stesse prestazioni UTILI delle 1000-1200-1600 cc, con maggior facilità di guida e minori consumi di carburante e di gomme, oltre che con un costo d’acquisto più contenuto. Chi ce lo fa fare di sprecare tanto di più per nulla?
Faccio politica? Non me lo sogno nemmeno: schierarsi ideologicamente a mio parere impedisce la ricerca dell’obiettività, quindi lo evito. Cerco di usare la testa e l’esperienza di vita, e queste mi dicono che, se non ci si dà una regolata, continuando a coler andare a tutta birra, la birra fresca si rischia di non averla più neanche a casa.







