Il settimanale economico inglese attacca il nostro approccio con la strada e l'automobile. Ma è veramente questa la nostra immagine all'estero? E poi, siamo davvero così?
Un articolo dell'inglese The Economist ha tracciato nei giorni scorsi un quadro a tinte particolarmente fosche del comportamento degli italiani alla guida: "anarchia, ignoranza della legge o la convinzione che le regole sono opzionali".
E poi, "politici senza cintura allacciata, auto della Polizia che passano con il rosso, parcheggi sulle strisce e cellulari incollati alle orecchie". Sono questi i motivi secondo il settimanale inglese di una
mortalità stradale più elevata che negli altri Paesi europei.
L'articolo è stato ispirato dall'entrata in vigore del nuovo Codice della strada, che ha colpito l'Economist per il tentativo di garantire maggior rispetto per i pedoni, per le nuove regole sull'alcol alla guida (ma non è vero che il tasso massimo di alcol nel sangue è stato ridotto solo ora da 0,8 a 0,5 g/l!) e per la modifica delle sanzioni per eccesso di velocità. Il tutto in un paese dove l'auto viene sempre prima di tutto. La possibilità che le nuove norme portino i risultati sperati, dice il periodico a carattere economico, è legata all'aumento dei controlli su strada da parte delle forze di polizia. Altrimenti gli italiani continueranno a guidare come hanno fatto fino a oggi.
In chiusura viene data notizia delle nuove disposizioni per gli stranieri alla guida, ora costretti a pagare immediatamente le sanzioni per le loro infrazioni, per evitare il sequestro del veicolo. Una norma già in vigore in molti paesi, ma l'Economist appare critico e chiude dicendo che è un prezzo da pagare per circolare sulle strade di Roma come fanno i romani. Vale a dire con il nostro stesso stile di guida.
Da motonline.com



