Moto GP: tre piloti a distanza siderale
Inutile andare a rivangare vecchie gare… C'era una volta Colin Edwards il texano, mago di questa pista e Nicky Hayden il profeta di Assen. Storie ormai obsolete, sabato (qui si corre solo di sabato, da sempre, perché la domenica è il giorno del Signore) ci sarà un'altra puntata della storia più bella del 2009. In cartellone è in programma l'ennesima sfida interna in Casa Yamaha tra il Re, Valentino Rossi, signore di Montmelò, eroe di tutti i mondi possibili ed immaginabili e Jorge Lorenzo il nuovo che avanza e di corsa. Un pilota che le prende e la dà, che sbaglia e impara, mai domo, sempre pronto a ritornare più veloce di prima. Lo spagnolo ha in testa un'idea meravigliosa: il titolo mondiale.
Insomma, non ci saranno più i curvoni da pelo come a Barcellona, ma ad Assen sabato vedremo due piloti pronti a farci saltare e magari anche a cadere, dal divano. E poi, sempre a quota 106 punti c'è il rivale di sempre: Casey Stoner. Un ruolo difficile quello di Casey, come la sua stagione, così diversa dalla marcia trionfale del 2007. Gare sofferte, incubi e fantasmi, ma una moto che nelle sue mani vola e una maturità che non ti aspetti da uno come lui, tutto on – off, poco propenso alla tattica e alla filosofia. E invece anche il canguro rosso ha lo stesso bottino in campionato dei piloti Yamaha: 106 punti conquistati con la testa e lo stomaco, con la sofferenza e la manetta.
Mi scusino gli altri piloti, ma questi tre ne hanno davvero di più. E ci faranno saltare sulle sedie, fidatevi.
dai Casey monta anche tu il lancia fiamme posteriore








