Quoto Anata, il suo discorso non fa una grinza ma....ma c'e' un ma.
Da quando ho imparato a non fidarmi ciecamente di quello che viene propinato dai media, ho sviluppato anche un'innata diffidenza nei trend giornalistici. Ad esempio ora (o meglio da un po di tempo) cavalcano l'onda dei sentimenti ( o meglio risentimenti) razzisti, quindi tutti gli extracomunitari sono brutti e cattivi, rubano, si ubriacano, uccidono etc.etc.etc. Cosa c'e' sotto? solo la ricerca di un indice di ascolto dei tg maggiore? Oppure il "grande fratello" sta cercando di pilotare i nostri pensieri, ma verso cosa e sopratutto perchè? Mah....resta il fatto che io continuo a non capire dove vogliono parare.
Buona parte degli introiti dello stato italiano proviene dall'illecito e dal riciclaggio di denari sporchi, questi signori sono la nuova manovalanza della malvivenza italiana. Però come mai non appaiono con la stessa frequenza nei tg i "bravi" italiani che sfruttano i lavoratori extracomunitari per lavori di m3rd@, pagandoli in contanti la metà di quello che c'e' nella busta paga...quando hanno una busta paga, oppure degli altri bravi personaggi che vendono i permessi di soggiorno e a voler continuare ci si starebbe fino a mezzanotte. Credete che siano cose che avvengano con minore frequenza rispetto all'investimento di qualcuno o all'accoltellamento di qualcun'altro? credo di no.
Rimango dell'opinione che un criminale è un criminale, di qualunque nazionalità sia, non mi interessa la lingua o il colore della pelle, è anche vero che il nostro sistema legislativo va adeguato a queste nuove realtà, così com'è non va bene.
La tolleranza invece è un discorso più complesso, ma in generale non sono daccordo con discorsi del tipo "se io vado da loro non mi fanno fare questo, allora qui a casa mia fanno come voglio io". Se usi il loro stesso metro allora sei come loro, se li reputi retrogradi e fai i loro stessi ragionamenti allora sei retrogrado anche te no? La civiltà va insegnata, non ostentata. Forse staremo tutti davvero meglio quando si capirà che non esiste "casa mia", ma che siamo tutti sotto una casa sola. Utopistico forse...ma l'uomo vive anche di sogni no? :wink:
Speriamo che questo discorso che ho fatto segua un filo abbastanza logico, ne volevo dire troppe e mi sa che ho fatto casino...
Ciao
Marco
