Italiani popolo di risparmiatori...o cosa?
Inviato: mercoledì 18 marzo 2009, 10:33
Nel topic dell'esimio Dottor Manetta dedicato ai dati sulle vendite delle 2 ruote in Febbraio, si sono avute considerazioni relative al nostro modo di consumare ed alla "quantità" del nostro consumo rispetto alla "capacità reddituale". Si poteva trascurare l'effetto della famigerata crisi economica in tutta questa discussione? Certo che no! Anche il nostro Fili_Speed ha dato spunti di riflessione in questo senso in "Bar"; si sono create correnti "negazioniste" (passatemi il termine), "possibiliste" e del tutto "pessimistiche" sulla reale entità delle difficoltà del periodo. Una cosa è certa: esiste una profonda differenziazione tra tipologie di attività, categorie sociali (che tendono, nuovamente, sempre più verso la distinzione in "classi") ed aree geografiche.
E poi..beh, poi c'è l'immortale lotta tra l'avere e l'essere; vivere oltre le proprie possibilità sembra il vero valore dei nostri giorni. Non stiamo parlando di fare atti da eroe, mentre siamo dei codardi; non si discute sul tentativo di raggiungere un livello di istruzione elevato pur non essendo portati nello studio; non siamo nel terreno dell'ambizione. Apparire attraverso i beni posseduti sembra che sia la via giusta da percorrere. Anche in questo caso esiste una profonda differenziazione nell'interpretazione di questo mantra: il lavoratore del nord ha un suo stile, quello del sud ne ha un altro..insomma ogniuno fa quel che può per affossarsi a vantaggio dell'apparire. Che sia un T-Max piuttosto che un GS o un 1198 (noi facciamo caso soprattutto alle moto, vero?), lo spunto riflessivo è il medesimo.
C'è chi dice che questo modello è stato importato dritto dritto dagli States e che solo il nostro ritardo fisiologico ha evitato che fossimo noi tra i primi paesi a crollare sotto l'effetto della rottura di un sistema insostenibile. Sarà vero, quindi, che gli ITALIANI sono un popolo di risparmiatori (come leggo da tutte le parti), oppure è solo un popolo che non ha avuto ancora il tempo di dichiarare bancarotta? (c'è chi ci ha preceduto!)
Si può dire di più: vista la massa di precariato e di difficoltà lavorativa dei giovani, questi soldi che si dicono "risparmiati" di chi sono? Sono dei figli o fanno ancora parte del patrimonio dei padri?
A me non sembra che i giovani lavoratori - parlo in generale - abbiano un atteggiamanto teso al risparmio, francamente. E non mi si confonda il concetto con l'avarizia, perchè questo è il giochetto che da l'alibi più facile!
Introduco un ultimo elemento: il consumismo compulsivo è di per se un atteggiamento sociale, ma potrebbe anche derivare dallo snervamento che provoca il tentativo di risparmio nei nostri giorni rispetto al passato. Io mi immedesimo in quei ragazzi che vivono e vogliono acquistare una casa in una grande città (Roma? Milano etc etc..fate voi). L'obbiettivo è francamente posto molto più in la rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto; a volte diviene irranggiungibile, scoraggiante..la vita competitiva dei nostri giorni a volte è scoraggiante. Si mettono via pochissimi risparmi anche senza essere consumatori irresponsabili. Spese obbligatorie da sostenere per andare avanti. Avanza poco? Mi mangio anche quello e non se ne parla più..! Apparire e consolarsi!
Come vedete ogniuno può dire la sua in merito a questo argomento..Noi naturalmente saremo tutti dei santi e degli ottimi risparmiatori.
ma comunque possiamo dire la nostra.
Saluti.
E poi..beh, poi c'è l'immortale lotta tra l'avere e l'essere; vivere oltre le proprie possibilità sembra il vero valore dei nostri giorni. Non stiamo parlando di fare atti da eroe, mentre siamo dei codardi; non si discute sul tentativo di raggiungere un livello di istruzione elevato pur non essendo portati nello studio; non siamo nel terreno dell'ambizione. Apparire attraverso i beni posseduti sembra che sia la via giusta da percorrere. Anche in questo caso esiste una profonda differenziazione nell'interpretazione di questo mantra: il lavoratore del nord ha un suo stile, quello del sud ne ha un altro..insomma ogniuno fa quel che può per affossarsi a vantaggio dell'apparire. Che sia un T-Max piuttosto che un GS o un 1198 (noi facciamo caso soprattutto alle moto, vero?), lo spunto riflessivo è il medesimo.
C'è chi dice che questo modello è stato importato dritto dritto dagli States e che solo il nostro ritardo fisiologico ha evitato che fossimo noi tra i primi paesi a crollare sotto l'effetto della rottura di un sistema insostenibile. Sarà vero, quindi, che gli ITALIANI sono un popolo di risparmiatori (come leggo da tutte le parti), oppure è solo un popolo che non ha avuto ancora il tempo di dichiarare bancarotta? (c'è chi ci ha preceduto!)
Si può dire di più: vista la massa di precariato e di difficoltà lavorativa dei giovani, questi soldi che si dicono "risparmiati" di chi sono? Sono dei figli o fanno ancora parte del patrimonio dei padri?
A me non sembra che i giovani lavoratori - parlo in generale - abbiano un atteggiamanto teso al risparmio, francamente. E non mi si confonda il concetto con l'avarizia, perchè questo è il giochetto che da l'alibi più facile!
Introduco un ultimo elemento: il consumismo compulsivo è di per se un atteggiamento sociale, ma potrebbe anche derivare dallo snervamento che provoca il tentativo di risparmio nei nostri giorni rispetto al passato. Io mi immedesimo in quei ragazzi che vivono e vogliono acquistare una casa in una grande città (Roma? Milano etc etc..fate voi). L'obbiettivo è francamente posto molto più in la rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto; a volte diviene irranggiungibile, scoraggiante..la vita competitiva dei nostri giorni a volte è scoraggiante. Si mettono via pochissimi risparmi anche senza essere consumatori irresponsabili. Spese obbligatorie da sostenere per andare avanti. Avanza poco? Mi mangio anche quello e non se ne parla più..! Apparire e consolarsi!
Come vedete ogniuno può dire la sua in merito a questo argomento..Noi naturalmente saremo tutti dei santi e degli ottimi risparmiatori.
ma comunque possiamo dire la nostra.Saluti.

