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La discussione delle discussioni
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 14:03
da Bendo
"... gli arabi, i musulmani sono forse tutti cattivi? E' questo che mi spaventa: una società che non ha dubbi, non conosce sfumature, non vuol discutere e far politica, una società che si nasconde dietro schematismi grossolani. Chi brucia la bandiera d'Israele è della Roma, gli altri della Lazio o viceversa".
(Amos Luzzatto, già presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane) su repubblica.it 27 Aprile 2006
Perché ci occupiamo dei problemi solo quando accadono fatti di cornaca?
Perché discuatiamo sulal base di un singolo episodio la politica e le scelte che hanno portato un paese, un gruppo di persone, un singolo, a compiere atti gravi, irreversibili, con conseguneze internazionali?
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 14:05
da Anata
Ussignur, meno male che non modero io sta sezione....

:wink: :wink: :wink:
Scherzo: Bendo, la discussione è davvero interessante... ho alcune cosine da scrivere ma voglio formularle nella maniera migliore....
Mi riservo quindi di meditare un pochino e poi partecipare...

Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 14:12
da rallysta
ammazza un post da niente... micca facile avviare una discussione con un punto di vista globale e neutro...
mi quieto un attimino e aspetto il post di anata...

Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 14:22
da Anata
rallysta ha scritto:ammazza un post da niente... micca facile avviare una discussione con un punto di vista globale e neutro...
mi quieto un attimino e aspetto il post di anata...

COPIONE!!!!

Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 16:04
da yellowlab
Se posto qui rischio di essere bannato, ma non solo da questo Forum, ma da INTERNET!!!

Ma voglio provare lo stesso a rendere la mia idea..
Come ho già scritto in un altro post, io tendo la mano a tutti, ma se mi freghi poi ti SFONDO (come si dice a Roma....) quindi non faccio di tutta l'erba un fascio, ma se un episodio negativo (tipo un furto o un omicidio)lo commette qualcuno a cui ho dato fiducia, beh, allora divento intransigente e più duro nelle pene...
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 17:04
da Anata
Cerco di effettuare una riflessione pacata e nei limiti del possibile oggettiva su questo tema. So che sarà pressocchè impossibile, ma vi pregherei solamente di una cosa: cerchiamo di mantenere la discussione su tematiche generali. E usiamo tutta la diplomazia di cui siamo capaci. Io sarò la prima a fare fatica? ogni tanto ho il prurito alle mani?
ùAllargo se mi permettete il tema ... ma in un certo senso lo restringo anche: parlo di immigrazione e di convivenza in generale.
Cito una cosina che avevo trovato e che può spiegare in linea di principio come la penso sull?immigrazione:
?L'articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale del codice civile, concernente il trattamento dello straniero, dispone che "lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali. Questa disposizione vale anche per le persone giuridiche straniere". La disposizione ha lo scopo di di far ottenere dagli altri Stati migliori condizioni per i nostri connazionali. La reciprocità in pratica significa che ciò che vale per uno straniero in Italia deve valere per un italiano nel Paese d'origine dello straniero. Secondo alcuni la reciprocità si è rivelata totalmente inutile perché "nel frattempo nessun Paese di immigrazione aveva negato agli italiani diritto alcuno". In realtà chi sostiene questa tesi pensa solo ed esclusivamente all'economia, dimenticando che fanno parte della vita dell'individuo altri e ben più importanti concetti. Citiamo due casi eclatanti riportati ultimamente dalla cronaca.
- In Arabia Saudita il maggiore statunitense Martha McSally è costretta in libera uscita a indossare tunica e velo.
- In Malaysia le autorità hanno proibito la distribuzione e la vendita di Time perché contiene un'immagine di Maometto (insulto all'Islam).
Entrambi i casi danno per scontato un concetto gravissimo:
la religione può decidere cosa sia giusto e cosa no.
Con queste premesse è anche giusto vietare la professione di qualsiasi altra religione al di fuori di quella di Stato perché è di per sé un insulto alla religione di Stato.
Applicando (VERAMENTE) il principio di reciprocità è chiaro che è giusto accogliere immigrati da quei Paesi che non costringono gli stranieri a vivere secondo precetti religiosi. In caso contrario cosa succederà applicando le regole basilari della democrazia, quando fra cent'anni, avendo accolto immigrati sostanzialmente integralisti, la maggioranza imporrà alla minoranza autoctona le proprie convinzioni? Le figlie di italiani saranno tante Martha McSally...
Il criterio alla base della regolamentazione (che ovviamente non piacerà ai politici perché cozza contro interessi economici notevoli) è usare il principio di reciprocità e accogliere immigrati SOLO da quei Paesi che da loro garantiscano agli italiani di vivere da italiani. ?
Però anche questa posizione mi sembra assolutamente troppo dura, anche se in termini esclusivamente di principio, sarebbe condivisibile. Perché devo negare ad una persona di stare in Italia se perseguitata al suo paese (e anche se il suo paese non mi consente di vivere secondo i miei canoni?)
Quello che so e che penso molto terra terra è questo: i miei genitori mi hanno insegnato che a casa di altri si entra in punta dei piedi e si rispetta le altrui abitudini.
Non mi piace che a casa mia si entri con gli stivali pieni di fango sputando su quello che secondo me è importante e pretendendo a gran voce per una mal interpretata ?uguaglianza? diritti e garanzie a spron battuto.
Se vado alle Maldive e mi viene detto che non posso stare sulla spiaggia in topless, non lo faccio e non discuto sul fatto che sia giusto o non giusto, che cozzi o meno con i miei principi: non muoio mica se non mi metto in topless, e lo faccio per RISPETTO.
Ma se a CASA MIA ho delle regole (tipo l?orario di lavoro è dalle 9 alle 17.00 dal lunedì al venerdi) non è che siccome tu devi pregare (che ne so) alle 15.00 allora si stravolge tutto un MIO sistema, un MIO modo di essere che funziona perché arrivi tu e ti IMPONI. Perché questo è IMPORSI.
E attenzione: i casi citati sono assolutamente esemplificativi, e non esaustivi.
A casa mia TU non ti imponi cosi come io non lo faccio a casa tua. PUNTO. E non mi importa se tu sia giallo rosso nero o blu.
Se a casa mia entri con le scarpe infangate, pretendi che rimuova i miei soprammobili perché non ti piacciono o ti ricordano tua zia, ti sbatto fuori da casa mia.
SE invece entri con rispetto, dicendo la tua ma non obblinagdo ME a cambiare le mie abitudini, allora sei il benvenuto e l?ospite più gradito.
Se non è così, ti invito gentilmente a andare a vivere in un luogo dove tu possa esprimere le tue opinioni, e vivere come vuoi. E questo luogo non è casa mia.
Senza rancore, prese di posizione etc etc etc.
Era solo un inizio di discussione... che mi dite ?? Troppo semplicistico come approccio ???
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 17:30
da solohornet
sarà meglio che io lascio perdere, ho già detto troppo nel post riguardante l'incidente di Verona......
lasciamo stare, meglio sedersi e....
scusate......
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 17:31
da solohornet
bello anata, come inizio non c'è male.......
ora vai avanti però....

Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 17:42
da JGM76
io invece qualcosa da dire l'avrei!
ho sempre vissuto a torino sino a 7 anni fa quando poi mi sono trasferito all'estero e da 1 anno son tornato .... ed ecco cosa mi trovo in città: una zona intera, dove gli italiani manco ci possono mettere piede (zona portapalazzo). Non che sia mai stata una zona tranquilla, ma ora si arriva all'esagerazione .... accoltellati tutte le sera, sparatorie e la pula che manco ha voglia di metterci naso la dentro.
Tutto questo lo trovo RIDICOLO e spaventoso!
come dice giustamente anata, a casa mia le regole mie, a casa tua fai quel che vuoi ..... io ho sempre vissuto cosi e non ho mai avuto problemi, chi vuole per forza di cose imporre il proprio pensiero dove è impossibile farlo, ne sta ancora pagando le conseguenze.
J
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 17:51
da rallysta
quotone Anata...
:wink:
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 19:32
da Blackbaron
Quoto Anata!!!
Lamps.
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 19:41
da Gererebellum
n'attimo....riordino un po' le idee e appena cala la notte posto la mia risposta....e non sarà breve...preparatevi!
è un argomento che mi sta moooolto a cuore.
:wink:
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 19:49
da Freud
Purtroppo questi concetti sono palesi per noi... e ci sembra logico che se qui ci sono degli usi e costumi... chi viene in questo paese si adegui... o quantomeno chieda il permesso di non edeguarsi per certe cose che sono in contrasto con la loro cultura...
però se questo permesso viene negato, ci deve essere rispetto e se non ti sta bene... torna da dove sei venuto.
Quello che a noi sembra logico, non lo è per certe persone appartenenti a certe religioni, interpretate in maniera integralista... perchè badiamo bene che non si parla di religione... ma di interpretazione data da uomini a quella religione!! O quello che a noi sembra giusto, no lo pensano giusto certi regimi vigenti in alcuni paesi ... e ne fanno le spese pure gli stessi cittadini di quei paesi...
In effetti la questione è molto complicata, però io sono per adottare dei trattamenti educativi... e quindi si fa come coi bambini... se fai il cattivo, ti metto in castigo... se non capisci ti do un ceffone... ma se sei già cresciutello e ancora sei incorreggibile... ti do una bella pedata nel posteriore e ti spedisco fuori di casa... così ti devi arrangiare e non che mangi pane a tradimento!
Come linea di idee mi trovo molto con quella di Anata... e come lei a volte vorrebbe prendere il sopravvento l'istinto... e ci sarebbe da arrabbiarsi parecchio.
Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 20:54
da solohornet
quoto tutto quanto state dicendo...io ho deciso che per il momento non parlo e non esprimo nuove opinioni, però è come se lo stessi facendo, visto che mi state leggendo nel pensiero.....

Inviato: giovedì 27 aprile 2006, 21:04
da MarcoH03
Quoto Anata, il suo discorso non fa una grinza ma....ma c'e' un ma.
Da quando ho imparato a non fidarmi ciecamente di quello che viene propinato dai media, ho sviluppato anche un'innata diffidenza nei trend giornalistici. Ad esempio ora (o meglio da un po di tempo) cavalcano l'onda dei sentimenti ( o meglio risentimenti) razzisti, quindi tutti gli extracomunitari sono brutti e cattivi, rubano, si ubriacano, uccidono etc.etc.etc. Cosa c'e' sotto? solo la ricerca di un indice di ascolto dei tg maggiore? Oppure il "grande fratello" sta cercando di pilotare i nostri pensieri, ma verso cosa e sopratutto perchè? Mah....resta il fatto che io continuo a non capire dove vogliono parare.
Buona parte degli introiti dello stato italiano proviene dall'illecito e dal riciclaggio di denari sporchi, questi signori sono la nuova manovalanza della malvivenza italiana. Però come mai non appaiono con la stessa frequenza nei tg i "bravi" italiani che sfruttano i lavoratori extracomunitari per lavori di m3rd@, pagandoli in contanti la metà di quello che c'e' nella busta paga...quando hanno una busta paga, oppure degli altri bravi personaggi che vendono i permessi di soggiorno e a voler continuare ci si starebbe fino a mezzanotte. Credete che siano cose che avvengano con minore frequenza rispetto all'investimento di qualcuno o all'accoltellamento di qualcun'altro? credo di no.
Rimango dell'opinione che un criminale è un criminale, di qualunque nazionalità sia, non mi interessa la lingua o il colore della pelle, è anche vero che il nostro sistema legislativo va adeguato a queste nuove realtà, così com'è non va bene.
La tolleranza invece è un discorso più complesso, ma in generale non sono daccordo con discorsi del tipo "se io vado da loro non mi fanno fare questo, allora qui a casa mia fanno come voglio io". Se usi il loro stesso metro allora sei come loro, se li reputi retrogradi e fai i loro stessi ragionamenti allora sei retrogrado anche te no? La civiltà va insegnata, non ostentata. Forse staremo tutti davvero meglio quando si capirà che non esiste "casa mia", ma che siamo tutti sotto una casa sola. Utopistico forse...ma l'uomo vive anche di sogni no? :wink:
Speriamo che questo discorso che ho fatto segua un filo abbastanza logico, ne volevo dire troppe e mi sa che ho fatto casino...
Ciao
Marco
