fabio ha scritto:Io quoto sbez. Il volontariato a fini sociali/umanitari è uno dei business più in espansione del primo mondo. E facendolo in prima persona da anni ho scelto di impegnarmi solo in progetti di cui è chiarissimo e trasparente chi li fa e come li fa, e nei quali si assume oneri e onori. Versare un po' di soli (o cibo o vestiti o medicine...)
una tantum mi sembra un modo per lavarsi la coscienza senza cercare di risolvere le questioni che generano quelle tragedie.
Senza riferirsi in particolare all'iniziativa postata da Luke, che conosco solo superficialmente

Concordo solo in parte col tuo discorso!
Infatti credo che non tutti abbiamo le stesse possibilità (tempo, soldi, capacità, propensione, ecc...) per essere attivi al 100%!
Concordo che fare "beneficenza/volontariato" (in senso largo, quindi metteteci dentro tutto quello che vi viene in mente) senza informarsi su ciò che si sta facendo, sia in realtà SOLO un modo per sentirsi + "puliti" e che spesso in realtà rischia di fare + male che altro. Ma credo ceh ognuno debba dare il suo contributo a seconda delle possibilità e che tutto faccia brodo come si sul dire!
Servono tutte le tipologie di persone: se ci fossero solo persone disposte ad andare nei paesi in via di sviluppo (per esempio) per costruire una scuola, ma nessuno che abbia fatto un pò di beneficenza in termini di SOLDI, questi andrebbero giù a tirarsi le dita, in quanto non avrebbero neanche i mattoni per fare un muro!
Questo magari è un esempio estremo, ma è per chiarire che ritengo che tutti i livelli di volontariato/beneficenza siano utili e che non bisogna considerare uno + figo dell'altro: ognuno dovrebbe fare secondo le sue possibilità!
L'importante è fare con cognizione di causa! 