sms prosciuga conto
Inviato: lunedì 19 febbraio 2007, 14:25
Truffatore denunciato: con un messaggio chiedeva i codici ai titolari fingendosi il gestore
Il predone delle carte di credito derubava le vittime con un sms
Oriana Lisi
È l´ultima frontiera del phishing, ovvero delle truffe telematiche. E avviene attraverso un sistema che, finora, sembrava al riparo da utilizzi impropri: i messaggi sul cellulare. È proprio grazie a sms che riportavano come mittente CartaSi, inviati a quasi 900 possessori di carte di credito, che un 23enne di Varese ha messo in piedi una mega truffa, impossessandosi dei numeri delle carte delle vittime per poi attingere a piene mani dai loro conti con acquisti online. Ora per il ragazzo è partita la richiesta di rinvio a giudizio, mentre la società colpita, assieme ad altre due (La Visa e la Tim) continua a ricevere le denunce dei clienti, che si accorgono man mano degli ammanchi sui conti correnti.
Il meccanismo è stato scoperto dalla polizia postale, dopo la denuncia fatta un anno fa da CartaSi: finora - per quanto sui siti degli appassionati di informatica circolassero leggende sulla possibilità di falsificare i mittenti degli sms - non erano ancora stati registrati casi del genere. Il ragazzo non era nuovo alle truffe via web, tanto che era già stato indagato, di recente, per l´uso indebito di carte di credito ai danni di Esselunga. Il nuovo sistema, però, era molto più raffinato. In pratica, esiste un software che si può acquistare in Rete, in grado di simulare la provenienza dell´sms da un determinato numero di telefono, apparentemente riconducibile alla società che si indica come mittente. Sul display delle possibili vittime compariva un messaggio intestato CartaSi che recitava: «Attenzione, chiami il numero .... di Servizi Interbancari per verificare la transazine con la sua carta di credito, al fine di evitarne usi fraudolenti». Il passo successivo era, appunto, la telefonata al numero indicato: una voce preregistrata chiedeva di digitare il codice della carta di credito e le tre cifre del codice di sicurezza, restando in attesa per parlare con l´operatore. Ma dopo aver digitato il numero, trascorsi pochi secondi, la stessa voce invitava a riprovare il giorno dopo perché nessun operatore era disponibile.
In molti - considerando che sia l´sms che il messaggio vocale sembravano autentici - sono caduti nella trappola. Così il truffatore è riuscito, in meno di un anno, a impossessarsi di alcune decine di codici per accedere ad altrettante carte di credito, a fronte di 870 sms inviati a numeri di cellulare raccolti, forse, quando lavorava in una agenzia viaggi. Quando le vittime si accorgevano delle voci strane sull´estratto conto e chiedevano a CartaSi di bloccare la carta, infatti, la truffa era già stata compiuta. Il giovane indagato, quando il pm Francesco Cajani ha mandato a casa sua la polizia per sequestrare il computer - trovandogli decine di fogli con i numeri delle carte di credito utilizzate - ha cercato in tutti i modi di far sparire le tracce, arrivando anche a sottrarre dalla ventiquattrore di uno dei poliziotti i documenti sequestrati e nascondendoli in mezzo alla spazzatura. Tentativo fallito, tanto che quei foglietti sono serviti a ricostruire le identità di altre possibili vittime.
tratto da:l'espresso del 16/02/2007
pazzesco
Il predone delle carte di credito derubava le vittime con un sms
Oriana Lisi
È l´ultima frontiera del phishing, ovvero delle truffe telematiche. E avviene attraverso un sistema che, finora, sembrava al riparo da utilizzi impropri: i messaggi sul cellulare. È proprio grazie a sms che riportavano come mittente CartaSi, inviati a quasi 900 possessori di carte di credito, che un 23enne di Varese ha messo in piedi una mega truffa, impossessandosi dei numeri delle carte delle vittime per poi attingere a piene mani dai loro conti con acquisti online. Ora per il ragazzo è partita la richiesta di rinvio a giudizio, mentre la società colpita, assieme ad altre due (La Visa e la Tim) continua a ricevere le denunce dei clienti, che si accorgono man mano degli ammanchi sui conti correnti.
Il meccanismo è stato scoperto dalla polizia postale, dopo la denuncia fatta un anno fa da CartaSi: finora - per quanto sui siti degli appassionati di informatica circolassero leggende sulla possibilità di falsificare i mittenti degli sms - non erano ancora stati registrati casi del genere. Il ragazzo non era nuovo alle truffe via web, tanto che era già stato indagato, di recente, per l´uso indebito di carte di credito ai danni di Esselunga. Il nuovo sistema, però, era molto più raffinato. In pratica, esiste un software che si può acquistare in Rete, in grado di simulare la provenienza dell´sms da un determinato numero di telefono, apparentemente riconducibile alla società che si indica come mittente. Sul display delle possibili vittime compariva un messaggio intestato CartaSi che recitava: «Attenzione, chiami il numero .... di Servizi Interbancari per verificare la transazine con la sua carta di credito, al fine di evitarne usi fraudolenti». Il passo successivo era, appunto, la telefonata al numero indicato: una voce preregistrata chiedeva di digitare il codice della carta di credito e le tre cifre del codice di sicurezza, restando in attesa per parlare con l´operatore. Ma dopo aver digitato il numero, trascorsi pochi secondi, la stessa voce invitava a riprovare il giorno dopo perché nessun operatore era disponibile.
In molti - considerando che sia l´sms che il messaggio vocale sembravano autentici - sono caduti nella trappola. Così il truffatore è riuscito, in meno di un anno, a impossessarsi di alcune decine di codici per accedere ad altrettante carte di credito, a fronte di 870 sms inviati a numeri di cellulare raccolti, forse, quando lavorava in una agenzia viaggi. Quando le vittime si accorgevano delle voci strane sull´estratto conto e chiedevano a CartaSi di bloccare la carta, infatti, la truffa era già stata compiuta. Il giovane indagato, quando il pm Francesco Cajani ha mandato a casa sua la polizia per sequestrare il computer - trovandogli decine di fogli con i numeri delle carte di credito utilizzate - ha cercato in tutti i modi di far sparire le tracce, arrivando anche a sottrarre dalla ventiquattrore di uno dei poliziotti i documenti sequestrati e nascondendoli in mezzo alla spazzatura. Tentativo fallito, tanto che quei foglietti sono serviti a ricostruire le identità di altre possibili vittime.
tratto da:l'espresso del 16/02/2007


