Scrivo col cuore in mano e con le lacrime agli occhi!
...Quell'anno, a Misano, riuscii a farmi scattare una foto dall'amico che mi aveva accompagnato con un pilota Ducati non ufficiale: un tale Robert Ulm. Era molto gentile e simpatico; Ulm insieme alla foto mi regalò un sogno! Infatti l'anno dopo fu proprio lui che provocò la caduta di Fogarty. A me king Carl piaceva. Era un pilota vincente, determinato, dallo sguardo di ghiaccio..Era il re del popolo ducatista, ma il personaggio che lo sostituì presto divenne per me il simbolo di un pezzetto di vita particolare; diciamo pure felice. L'inizio di Troy Bayliss non fu esaltante ed io, in una gara degli esordi in cui caddè in entrambe le manches, ebbi anche il barbaro coraggio di chiamarlo "scamorsa". Quello che poi Troy è diventato è storia; non ho neanche le parole per raccontarla. Ora, in un pomeriggio in cui ho deciso di guardare l'ultimo giro della sua carriera (fino ad ora non avevo avuto il coraggio di farlo...si..avete letto bene!) rvivivo in un solo colpo l'atmosfera di quel pezzetto magico di vita e non riesco a trattenere le lacrime. La moto, come sempre, mi scorreva nel sangue e vivevo questa passione come un leone in gabbia che brama la savana. Ero senza moto in quel periodo, non navigavo in rete e mi ammazzavo di riviste e giri rubati ad amici. Ero follemente innamorato di una ragazza. Bellissima, che mi corrispondeva con un amore da ventenni, di quelli passionali, del tutto irrazionali. Era la mia amica, la mia amante, la modella dei miei sogni nascosti, la madre che ho perso da bambino. L'università non andava male; sempre le solite riviste tra i miei libri. Non passava istante in cui non si intavolavano discussioni motociclistiche con i miei coinquilini della casa universitaria...sigarette memorabili!
Primavere profumatissime, amore vero e passione verso questo maleddettissimo mezzo a due ruote.. e la colonna sonora di questo periodo fantastico era suonata da Troy. Il suo sorriso, la sua pacata simpatia me lo hanno fatto credere un amico. E' strano vero? Che stupido legarsi ad un mito! Ci sono cascato come il più fesso degli adolescenti. Poi si cresce, le situazioni cambiano, gli amori cambiano, le difficoltà aumentano e si capisce che a volte è bello accontentarsi per godere un pò. Forse è per questo che la maturità è un pò meno "epica" della gioventù più vogliosa. Forse è per questo che la moto ed il suo significato, essendo rimasti nel mio cuore uguali a se stessi, da sempre, mi hanno aiutato anche in momenti difficili. Forse è per questo che gioisco e sento ancora che la primavera profuma, anche dentro il casco, mentre gli occhi ti lacrimano per effetto della velocità, per effetto dei pollini e della polevre che respiri dalla strada. Forse è per questo che la birra più bella è quella del bar del passo: ha l'odore di malto misto a quello dei gas di scarico che provengono dalla tua giacca e che hai fin dentro le mutande e tra i capelli. Troy, sempre uguale, sempre sorridente, sempre fortissimo, continuava a legare i giorni attuali a quel periodo magico con un nodo che dentro di me consideravo indissolubile.
E' per questo che ho sofferto il suo abbandono dal mondo delle gare come l'abbandono di un amico che parte e che sai che non tornerà. Ora i profumi di quegl'anni non saranno così vicini ed ho un maledetto desiderio di fargli sapere quello che ha rappresentato per me.
Di solito quando si rilegge qualcosa che si è scritto in momenti delicati si sorride: "possibile che sia così stupido?" si tende a pensare.. Alcuni di voi lo penseranno, altri forse no, ma di una cosa sono certo: non mi sentirò stupido se dovessi rileggere queste righe tra qualche tempo! Ciao Troy, campione immortale e simbolo per me di un pezzetto di vita felice!










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