Io. Motociclista anche d'inverno
Inviato: martedì 9 dicembre 2008, 11:23
L’inverno è da sempre causa di letargia nel motociclista. Il freddo e l’umidità fanno tenere le cavalcature sotto una comoda coperta in garage. Anche i più tenaci, convinti, assidui amanti delle due ruote hanno sempre un incertezza al momento di indossare il casco per affrontare i km di strada. La domanda che rimbomba nella testa è sempre la stessa: “chi me lo fa fare?”. Nessuno. Così metti da parte il casco, indossi vestiti più comodi e vai a fare il fighetto in centro scuriosando nelle vetrine addobbate, felice di ammirare dei jeans che costano solamente 129,00 euro invece di 189,00 di prezzo pieno... Brava fava.
Chi, invece, non è mai cambiato e ha sempre il sogno nel cervello di una moto per cavallo, supera il momento di empasse allacciandosi il casco, sale sulla sella e mette in moto il porpio amato mezzo tenuto in garage anche per diverse settimane. Passato il momento di glaciazione testicolare (per i maschietti) dovuta alla sella sotto zero, ingrana la prima marcia e parte, incurante della sensazione di formicolio insistente alle dita delle mani che annuncia un prossimo assideramento. Rotto il ghiaccio con le sensazioni o meglio, rotte le sensazioni con il ghiaccio, il buon motociclista invernale inizia a godere appieno di quanto la moto in questo epriodo può concedergli.

Strade deserte. Cielo terso e di un colore azzurro indescrivibile. Una natura meravigliosa ricca di incredibili contrasti di colore. L’aria che filtra attraverso il casco è frizzante, ma pura e carica di odori piacevoli che la città ruba.


Lasciando a casa le velleità “dagliene”, riesci a godere del lato motociclistico vissuto come libertà. Abbandonata la concentrazione sul contagiri e sul punto di corda, dimenticata la foga dell’inseguire e del non farsi superare, si riesce ad essere veramente parte di ciò che ci circonda, facendosi possedere dallo spirito del viaggiare solo per il piacere di farlo.



Tornando verso casa dai uno sguardo agli ultimi panorami della giornata, salutando le colline che lasci alla spalle e salutando il mare che intravedi in lontananza, già pensando con allegria alla prossima volta che potrai ripetere l’incantevole esperienza.

E’ vero che l’inverno è freddo, che le strade sono umide e che il centro città è pieno di belle signorine, ma dichiarare resa incondizionata all’inverno fa perdere uno dei lati più belli e significativi del motociclismo.
Siate furbi

Chi, invece, non è mai cambiato e ha sempre il sogno nel cervello di una moto per cavallo, supera il momento di empasse allacciandosi il casco, sale sulla sella e mette in moto il porpio amato mezzo tenuto in garage anche per diverse settimane. Passato il momento di glaciazione testicolare (per i maschietti) dovuta alla sella sotto zero, ingrana la prima marcia e parte, incurante della sensazione di formicolio insistente alle dita delle mani che annuncia un prossimo assideramento. Rotto il ghiaccio con le sensazioni o meglio, rotte le sensazioni con il ghiaccio, il buon motociclista invernale inizia a godere appieno di quanto la moto in questo epriodo può concedergli.

Strade deserte. Cielo terso e di un colore azzurro indescrivibile. Una natura meravigliosa ricca di incredibili contrasti di colore. L’aria che filtra attraverso il casco è frizzante, ma pura e carica di odori piacevoli che la città ruba.


Lasciando a casa le velleità “dagliene”, riesci a godere del lato motociclistico vissuto come libertà. Abbandonata la concentrazione sul contagiri e sul punto di corda, dimenticata la foga dell’inseguire e del non farsi superare, si riesce ad essere veramente parte di ciò che ci circonda, facendosi possedere dallo spirito del viaggiare solo per il piacere di farlo.



Tornando verso casa dai uno sguardo agli ultimi panorami della giornata, salutando le colline che lasci alla spalle e salutando il mare che intravedi in lontananza, già pensando con allegria alla prossima volta che potrai ripetere l’incantevole esperienza.

E’ vero che l’inverno è freddo, che le strade sono umide e che il centro città è pieno di belle signorine, ma dichiarare resa incondizionata all’inverno fa perdere uno dei lati più belli e significativi del motociclismo.
Siate furbi

), un freddo, ma anche una bella sensazione di pace
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