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Crinale

Inviato: venerdì 3 agosto 2007, 12:16
da fabio
Montagna è da dove provengo e dove risalgo quando il cerchio delle facce diventa duro, quando c'è bisogno di capire. Questi sono racconti che spargo quà e là, sui Giganti e sulla loro/nostra solitudine. Mappe tracciate per perdersi e ritrovarsi in purezza. A voi che siete fratelli ne faccio dono, che ispirino rispetto, fratellanza, solidarietà. Se poi trovate qualche frase famigliare o deja-vù di parole è vizio di citazione, scambio di doni. Li dedico a Christian "Cusna" o "Y02", salito sullo sperone della Brenva e andato un po' più in là, per sempre. Lui come Federico, come tanti di noi, facendo ciò che era, semplicemente, vivere.
Fabio

Crinale

A fine luglio, ho provato l'odore di vetta nell'attesa di un'alba. Con la luna tutta a tracciare la Via e il rumore degli scarponi sull'erba umida e i sassi sabbia. Luci gialle immobili, gli occhi dei cavalli bradi su a 2.000, portano festa di campanacci, seguono la scorribanda, anche se fatta in punta di piedi come si conviene. E' sempre bene ricordarsi come siamo di passaggio e debitori, qui.
Rispetto.
L'ultimo strappo ed è la croce. E' crepuscolo lunare fra i venti secchi, che sono parole salite a portare rispetto. Così diversi da quelli di pianura, grassi, buoni per inseminare. Omaggiano la solitudine del Gigante, accompagnandone le notti e i giorni. Ci si posiziona di faccia, bisogna capire la purezza del giardino della cartina stellare che fa da guscio.
Giù si arrivava a 37 gradi in questi giorni, qui segna 8. Stendo il modulo e il sacco a pelo, proteggo tutto ciò che resta fuori alla rugiada. Una cerata cala sui miei sogni.
Sogni di vento. Sogno panorami e pensieri caldi, il ventre del Gigante accoglie e purifica.
Verità.

Al mattino più a valle sono un reduce. La carne è ancora pulita e carica di calore, mentre sciolgo gli occhi al tè caldo seduto a un rifugio. Ricostruisci la solitudine. Sì, c'è stato un momento dove ho saputo cosa volesse dire il contrario di uno. Ma non so più esattamente dov'era e in quale tempo.

Il pomeriggio definitivamente in città, sono già un estraneo. Per necessità senza obbligo. Di verità e rispetto.

"Al mattino poteva sentire la terra respirare
A mezzogiorno sentiva l'erba crescere
La sera vedeva dove i venti andavano a riposare".
Molly Brant


Immagine

Inviato: venerdì 3 agosto 2007, 18:15
da andywind
veramente molto bello e commovente ;)

ciao ragazzi

Inviato: venerdì 3 agosto 2007, 18:45
da k3pp0
.

:team: è proprio un bel mondo che viviamo, grazie alla nostra passione.
Forse insana ma assolutamente vera, e viva.

Bella Fabio.

Inviato: domenica 5 agosto 2007, 2:08
da Bendo
:daglienedipiu:

Inviato: lunedì 6 agosto 2007, 12:29
da tabauro
bello! :)