Consigli di viaggio. Brno
Inviato: lunedì 12 febbraio 2007, 17:01
Consigli di viaggio per virare a Est. Pochi giorni e sarò impacchettato e spedito in Polonia, in un moderno e scomodissimo pullman che costa quanto affittare un volo lowcost per Cracovia da Bergamo. Inquinerà meno. Forse. Mi spezzerà la schiena, di sicuro. Ci si fermerà per una sosta notturna a Brno, ma non vedrò i saliscendi del circuito da Motomondiale. In origine, sull'esempio di circuiti storici come il Nürburgring si correva su strade solitamente aperte al traffico. Nella prima edizione del Gran Premio di moto inserito nel circus mondiale, Mike Hailwood e Giacomo Agostini vinsero la classe 500 in sella a due MV Agusta. Il circuito odierno è un altro, costruito poco distante dall'originario, caratterizzato da scollinamenti, ampie curve e foglie dei boschi a fianco che vogliono seguire meglio gli eventi ed entrano in pista. Anche se in tanti lo ricordano più per la bellezza delle paddock girl locali.
Una volta i circus del motomondiale assomigliavano appunto a dei circhi. Avevi i tendoni montati per l'occasione e smontati subito dopo, carrozzoni semiscassati che vagavano per l'Europa e il mondo, un'umanità strampalata fatta di piloti clowneschi, meccanici/impresari arrangiati, mogli madri fidanzate in mezzo ai piedi che ti invitavano a pranzo, facevano il bucato, facevano l'amore, prendevano il sole nude nei pratini dietro le vie di fuga. E tanti come noi, i motociclisti con una passione, tutti insieme, un circo solidale fraterno dalce cattivo urlante ghignate sgasante fibrillante sospeso sgangherato triste esultante. E pochi soldi.
Tante ore rannicchiati sul sedile di un pullman sono un dormiveglia simile all'insonnia, tutto è reale eppure tutto è più lento, dolente e distante. Mi preparo con una musica che potrebbere essere quella delle canzoni a manovella, ma per questa volta scelgo che sia Gulag Orkestar dei Beirut, un souvenir occidentale nella tradizione da circo dell'Est.
Viaggiare continuamente, per il gusto di ritornare sempre qui.
Ho una casa.
[è una cosa che ho scritto per un pubblico (?) di non-motociclisti, ma avevo voglia di condividerla con voi. f.]
Una volta i circus del motomondiale assomigliavano appunto a dei circhi. Avevi i tendoni montati per l'occasione e smontati subito dopo, carrozzoni semiscassati che vagavano per l'Europa e il mondo, un'umanità strampalata fatta di piloti clowneschi, meccanici/impresari arrangiati, mogli madri fidanzate in mezzo ai piedi che ti invitavano a pranzo, facevano il bucato, facevano l'amore, prendevano il sole nude nei pratini dietro le vie di fuga. E tanti come noi, i motociclisti con una passione, tutti insieme, un circo solidale fraterno dalce cattivo urlante ghignate sgasante fibrillante sospeso sgangherato triste esultante. E pochi soldi.
Tante ore rannicchiati sul sedile di un pullman sono un dormiveglia simile all'insonnia, tutto è reale eppure tutto è più lento, dolente e distante. Mi preparo con una musica che potrebbere essere quella delle canzoni a manovella, ma per questa volta scelgo che sia Gulag Orkestar dei Beirut, un souvenir occidentale nella tradizione da circo dell'Est.
Viaggiare continuamente, per il gusto di ritornare sempre qui.
Ho una casa.
[è una cosa che ho scritto per un pubblico (?) di non-motociclisti, ma avevo voglia di condividerla con voi. f.]


