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Poesia

Inviato: mercoledì 17 gennaio 2007, 13:51
da Bendo
Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

Inviato: mercoledì 17 gennaio 2007, 14:21
da Jules
E' molto bella.

Inviato: giovedì 18 gennaio 2007, 10:19
da tabauro
Jules ha scritto:E' molto bella.

quoto! bella quanto vera!

Inviato: martedì 23 gennaio 2007, 12:18
da giusy
?Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine?

Non sono mai riuscita a sopportare l?abitudine?quando le cose nella mia vita sono piatte, mi sento incatenata e non riesco ad aspettare che si sblocchino da sé?devo essere io a fare qualcosa? a cambiare? E quando ho fatto delle scelte, alle volte anche radicali, non ci ho pensato troppo, perché non è facile cambiare percorsi, cambiare marcia, seguire una passione se cominci a rifletterci sopra ? perché in tal caso affiora la paura di un cammino ignoto, la paura che le cose cui siamo abituati e che ci danno sicurezza svaniscano e si finisce per rimanere legati alle stesse situazioni che a distanza di tempo torneranno a tormentarci.
In fondo sono proprio le troppe preoccupazioni che riversiamo su noi stessi che il più delle volte, ci tengono lontani dal realizzare i nostri sogni.
Certo c?è sempre l?altro lato della medaglia? ?capovolgere il tavolo, rischiare la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, fuggire almeno una volta nella vita ai consigli sensati?è un rischio, e si possono commettere degli errori, si può soffrire e fare soffrire?

Ma non sono proprio queste ?emozioni, che fanno brillare gli occhi
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti? che danno colore alla nostra vita?

?Diceva un foglio bianco come neve: Sono stato creato puro, e puro voglio rimanere per sempre. Preferirei essere bruciato e andare in cenere che cadere preda delle tenebre o venire toccato da ciò che è impuro.
Una boccetta d?inchiostro sentì ciò che il foglio diceva; rise nel suo scuro cuore, ma non osò mai avvicinarsi. Sentirono le matite colorate, ma anch?esse non gli si accostarono mai.
E il foglio bianco come la neve rimase per sempre puro e casto ? puro e casto- e vuoto.?
Gibran Khalil Gibran

Inviato: lunedì 5 febbraio 2007, 21:12
da Giancarlo
"Una notte, sapendo della solitudine della rosa, la luna domandò: -Non sei stanca di aspettare? -Forse. Ma devo continuare a lottare. -Perché? -Perché, se non mi schiudo, appassisco."
:ciao:

Inviato: martedì 6 febbraio 2007, 9:48
da Fili_speed
bellissima!

ma soprattutto quante verita´ ...

Inviato: venerdì 2 marzo 2007, 0:28
da baghi
che spettacolo qs poesia, l'ho letta decine di volte ma è sempre un'emozione, :coram te: grande bendo per il post, e grande neruda.
controbatto con una poesia che mi ha inviato un amico, che al momento si trova nella terra del fuoco in patagonia, per spendere il suo anno sabbatico (invidia on)

considero valore - erri de luca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere
in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome
del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Inviato: venerdì 2 marzo 2007, 8:40
da tabauro
Moltomolto bella, baghi! ;)