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Shay

Inviato: mercoledì 21 giugno 2006, 19:17
da Bendo
A una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabili

mentali, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nessuno

di coloro che partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato

la scuola e il personale dedito, fece una domanda: "Quando influenze

esterne non interferiscono dall'esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay,

tuttavia,non può imparare le cose che imparano gli altri.

Non può capire le cose come gli altri.

Dov'è l'ordine naturale delle cose, in mio figlio?"

Il pubblico fu zittito dalla domanda.

Il padre continuò. "Io ritengo che, quando un bambino come Shay,

fisicamente e mentalmente handicappato viene al mondo, si presenta

un'opportunità di realizzare la vera natura umana, ed essa si

presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino". Poi

raccontò la storia che segue: Shay e suo padre stavano camminando

vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a

baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?" Il padre di Shay sapeva

che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui

nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato

permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza

di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato

dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò

a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un

granché in riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo

sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare

con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning".

Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò

una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì

le lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il

ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In

fondo all'ottavo inning, la squadra di Shay ottenne un paio di basi,

ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning,

Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua

parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per

essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un

orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate.

Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con

due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la

battuta vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta.

A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunità

di far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il

turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la

palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non

dire cogliere la palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il

lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita

per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi

per lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno

riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò

la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e

gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in

arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente

sul terreno, dritta verso il lanciatore.

Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore

raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che

copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori

e questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore

raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base,

fuori dalla portata dei compagni di squadra.

Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori

cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in prima!"

Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad

arrivare in prima base. Corse lungo la linea, con gli occhi

spalancati e pieno di meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla

seconda,alla seconda, ora!" Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la

seconda, ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò

verso la seconda base, la palla era fra le mani del giocatore giusto,

un piccoletto, che ora aveva la possibilità per la prima volta di

essere lui l'eroe della propria squadra. Avrebbe potuto lanciarla

alla seconda base per squalificare il battitore, ma comprese le

intenzioni del lanciatore e anche lui gettò intenzionalmente la palla

in alto, ben oltre la portata della terza base. Shay corse verso la

terza base in delirio, mentre gli altri si spostavano per andare alla

casa base. Tutti gridavano: "Shay, Shay, Shay, vai Shay".

Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo

e voltarlo nella direzione giusta, e gridò: "Shay, corri in terza!

Corri in terza!" Mentre Shy girava per la terza base, i ragazzi di

entrambe le squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e

strillavano: "Shay, corri alla base! Corri alla base, sali sul

piatto!" Shay corse, salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che

aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra.

Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli

rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a

portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità.

Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di

essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere

tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo

eroe del giorno!

Inviato: mercoledì 21 giugno 2006, 19:24
da Dr.Manetta
Splendido racconto :bene:

Inviato: mercoledì 21 giugno 2006, 19:32
da ciuko
ho i brividi, porca ####.....

Inviato: giovedì 22 giugno 2006, 8:41
da Andrea74
L'ho letta tutta d'un fiato..., maremma che storia :shock: :shock:

Inviato: giovedì 22 giugno 2006, 9:25
da LukeFrx
Che dire, molto profondo e splendido...interminabile momento di trasporto e commozione.

Certi racconti dovrebbero far riflettere, come tanti altri avvenimento, immagini o suoni che ogni minuti accompagnano la nostra giornata e la nostra vita.
Proviamo veramente a soffermarci a riflettere e vedremo che ogni giorno potrebbe essere il momento di aiutare qualcuno a realizzare "l'ordina naturale delle cose".
Quasi sempre lo facciamo quando si presentano tali occasioni e poi.....ci ributtiamo a testa bassa nel caos della nostra vita quotidiana.

I diritti, e soprattutto per i meno abili, dovrebbero essere irrinunciabili.
Sono sicuro che potremmo fare di piu' di quello che attualmente stiamo facendo per aiutare qualcuno.

Inviato: giovedì 22 giugno 2006, 10:09
da pippopik
Grandissimo!
:cry:

Il racconto è molto bello e può essere una buona risposta a quanti pensano "Se hai un handicap che campi a fare", a quelli che vorrebbero poter scegliere chi deve nascere e chi no, con la presunzione di sapere che chi nasce con abilità difverse non sia degno di stare su questa terra.

La vita è bellissima, ed ognuno di noi ha diritto di viverla, ognuno con le sue forze, le sue debolezze, i suoi problemi. E nessuno ha il diritto di scegliere per noi.

Inviato: giovedì 22 giugno 2006, 20:58
da rallysta
che racconto...

:team:

Inviato: giovedì 22 giugno 2006, 22:06
da Giox
Racconto commevente...
mi ha fatto riflettere un pò... valore della vita... quello che ogni tanto non gli diamo e la trattiamo come una cosa che ci è dovuta e non facciamo nulla per viverla al meglio..anzi a volte siamo delle teste di ***** che ci autodistruggiamo :testate: